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    Protesta precari, Martinez: “Uno scivolo artigianale per smaltire il traffico marittimo”

    di Domenico Grillone

    La manifestazione che giovedì scorso aveva bloccato le corsie degli imbarcaderi di Villa  S.Giovanni avrebbe potuto provocare un caos inimmaginabile e con conseguenze imprevedibili.

    Ma è bastato un pizzico di fantasia del direttore marittimo della Calabria e della Basilicata tirrenica, Gaetano Martinez, assieme alla consueta professionalità di tutto il personale della Capitaneria di Porto, per uscire da una situazione abbastanza difficile. Per capire meglio basta scorrere i numeri del flusso straordinario di navi, arrivato al porto di Reggio in una sola giornata, di circa il 60, 70 per cento superiore al traffico normale quotidiano: dalle ore 10,26 di giovedì scorso alle ore 1.10 di venerdì ci sono stati complessivamente 98 arrivi e partenze, 11.252 passeggeri, 1125 mezzi pesanti e 2725 autovetture. Numeri impressionanti rispetto a quelli standard del porto reggino. “Abbiamo vissuto una situazione particolare – esordisce il direttore Martinez – determinata dal fatto che la movimentazione delle navi della Caronte, Meridiano e delle Ferrovie dello Stato è stata dirottata al porto reggino. Un flusso enorme, un impatto, una mole di lavoro immensa. Abbiamo avuto anche la capacità, in relazione al flusso di navi verso Reggio, di determinarci anche per quanto riguarda la struttura portuale”. Il direttore Gaetano Martinez si riferisce alla presenza di un solo scivolo che avrebbe determinare un flusso non fluido, quindi estremamente lento per quanto riguarda l’arrivo delle navi. Per non parlare della gestione del traffico, insieme alla Polizia di Stato e quella municipale per quanto riguarda le autovetture e autotreni provenienti da Villa san Giovanni verso Reggio. “ Ci siamo inventati un accosto, molto sperimentale – spiega il direttore Martinez – utilizzando nella banchina portuale delle cime di canapa e delle travi in legno che hanno permesso al portellone della navi di appoggiare direttamente in banchina. Non è una manovra propriamente ortodossa ma questo esperimento ci ha consentito di avere un flusso maggiore per quanto riguarda gli arrivi e le partenze delle navi”. Ma neanche questo accorgimento sarebbe bastato se lo stesso direttore non fosse andato a verificare uno scivolo, un altro punto di attracco, quello più a nord del porto dove sono presenti le motovedette della capitaneria di Porto e non più utilizzato da oltre vent’anni perché non c’era necessità. “Dopo che abbiamo verificato che le navi potevano arrivare in sicurezza – spiega Martinez – ho fatto spostare tutto il naviglio presente in quella zona ed abbiamo così potuto usufruire di questo terzo scivolo, assumendoci tutta quella responsabilità che richiedeva la sicurezza dell’ormeggio”. porto-reggio-traghetti-caos-4[1]
    “Devo ringraziare innanzitutto l’apporto dei miei uomini che mi hanno aiutato in queste decisioni – conclude il Direttore marittimo – ma anche tutti gli ormeggiatori, i piloti, le imprese portuali, i rappresentanti della società armatrici e la Polizia di Stato e quella municipale. Perché tutta questa sinergia ha potuto permettere di affrontare in maniera ottimale una vera e propria emergenza. Dico questa perché è giusto dare dignità a tutte le persone che hanno operato in questi particolari momenti”. Infine c’è da aggiungere che le motovedette della Guardia Costiera, rispetto alle diverse segnalazioni pervenute dai comandanti delle navi e riguardanti particolari condizioni di salute di alcuni passeggeri, si sono dimostrate pronte ad intervenire in qualsiasi momento. “Alla fine non c’è stato bisogno – conclude Martinez – ma noi eravamo pronti anche per questo tipo di emergenza”.