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    Catanzaro, Fondazione Campanella: Presidente risponde ai Comitati Infermieri e Organizzazioni sindacali

    “Leggo la nota fatta pubblicare da un sedicente Comitati Infermieri e OSS Fondazione T.C. e, pur comprendendo la rabbia e l’amarezza di quanti oggi rischiano il licenziamento, devo rilevare quanto segue”. Di seguito nota ricevuta dal Presidente del Fondazione T. Campanella, che aggiunge: “Anzitutto mi preme precisare sul piano personale che ho sempre apprezzato dentro di me e lodato pubblicamente l’abnegazione, la professionalità e il sacrificio di tutti coloro che – nella loro qualità di medici, infermieri, OSS e amministrativi – hanno prestato la loro attività lavorativa nella Fondazione nella difficilissima situazione in cui è stata messa in questi ultimi anni. Si vadano a rileggere i miei numerosissimi interventi pubblici e troveranno conferma di quanto dico.
    In secondo luogo devo respingere al mittente l’accusa di non avere fatto quanto in mio potere per evitare i licenziamenti, per le seguenti ragioni:
    •    I licenziamenti di oggi sono l’effetto di provvedimenti formali adottati dalla Regione in passato.
    •    Anzitutto il DPGR n. 26 del marzo 2012 che ha ridotto il Centro Oncologico a soli 35 posti letto. Provvedimento che è stato da me impugnato innanzi al TAR Calabria. Il ricorso è stato rigettato ed ho fatto appello innanzi al Consiglio di Stato.
    •    I provvedimenti che hanno ridotto il budget della Fondazione T.C. dai circa 40 milioni di euro del 2009, a 25 milioni nel 2010, a 18 milioni nel 2011 e 2012, agli attuali 10 milioni. Ho reagito avverso questa riduzione del budget e la mancata corresponsione del fondo di dotazione da parte della Regione promuovendo un giudizio innanzi al Tribunale di Catanzaro che ha liquidato una parte di tali somme consentendo alla Fondazione di vivere sino ad oggi.
    •    Il provvedimento del luglio 2014 con il quale sono state trasferite le Unità Operative “non oncologiche” all’Azienda Mater Domini.
    Non vi sono state e non vi sono inadempienze da parte mia come da qualcuno molto malignamente sussurato trincerandosi dietro un vergognoso anonimato.
    •    Se la Fondazione non ha dato corso sino ad oggi a licenziamenti che costituiscono un atto dovuto (non vi sono più le Unità operative dove fare lavorare il personale; non vi sono più le risorse necessarie a pagare gli stipendi del personale) è perché qualcuno, assumendosi responsabilità personali, ha atteso invano sino al limite che la Regione adottasse le soluzioni promesse , costantemente sollecitate, per “salvare” il personale in esubero”.