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    Manifestazione studentesca Catanzaro (7)

    Calabria, studenti in protesta, la carica dei mille: ‘Il futuro siamo noi…’

    di Clara Varano – 

    Niente politica, niente sigle sindacali, niente associazionismo. Un solo obiettivo: riforare il pensiero degli studenti. Non c’è il Jobs Act di Renzi alla base della manifestazione studentesca di oggi, almeno per quella di Catanzaro (LEGGI QUI DELLE ALTRE MANIFESTAZIONI). O meglio il Jobs Act è solo l’innesco per tirar fuori tutto ciò che non va nella scuola secondo loro. Secondo chi la vive. Gli studenti.

    Sono migliaia (GUARDA QUI LE FOTO) e hanno preso parte alla manifestazione organizzata a Catanzaro, tenendo il passo del corteo fino alla tappa finale per protestare, petardi e fumogeni in mano, contro la riforma scolastica del governo, ma detta così è riduttivo. Sul volantino propagandistico, infatti, si legge: “Vogliamo una scuola libera dagli schemi di destra e sinistra, dove gli studenti vengano formati da insegnanti imparziali. Vogliamo una scuola che ci garantisca gli strumenti per la conquista di un futuro degno,e non ci trascini allo sbaraglio nel pantano di un sistema che ha fallito sin nei suoi compiti primari” (GUARDA ANCHE I VIDEO).

    Il corteo è partito da piazza Matteotti e si è concluso a villa Pangea, dove i ragazzi hanno discusso dei contenuti della riforma e dei motivi che oggi li hanno portati in piazza.

    Manifestazione studentesca Catanzaro (2)“La nostra – spiegano alcuni giovani – è una manifestazione apartitica, perché non ci sono colori politici che tengano davanti alla buona scuola. Quella vera però. Noi non avremmo voluto i cori, i fumogeni ed i petardi, perché non vogliamo creare disagi, ma parlare, confrontarci con i nostri coetanei su quello che sarà il domani. Ci sono istituti qui a Catanzaro, ma anche nelle altre città e in diversi comuni della provincia, dove mancano i banchi, dove ci sono i topi. È facile parlare dall’alto di uno scranno. L’obiettivo della riforma dovrebbe essere quella di sensibilizzare gli studenti, rendendoli consapevoli del fatto che loro sono il futuro, loro sono il domani. Dovremmo studiare la Costituzione, tra l’altro, oltre alla coniugazione dei verbi”.

    Arrivano da tutta la provincia, ma anche da Crotone. “Caro libri, costo eccessivo degli abbonamenti ai trasporti, questi – continuano – sono gli argomenti in ballo oggi. Ci sono studenti che arrivano da Crotone perché studiano alla scuola Agraria e pagano centinaia di euro di abbonamento all’autobus. Questo non è diritto allo studio perché c’è chi quei soldi non può permetterseli, specie oggi con la crisi. La Regione non finanzia più le autolinee private e gli studenti, lo studio, il futuro dell’Italia, ne pagano le conseguenze”.

    Manifestazione studentesca CatanzaroAl centro del dibattito pure i fondi destinati alla scuola e la privatizzazione. “Riservano alla scuola pubblica – concludono – il residuo dei fondi senza pensare che è lì che studia chi la retta della scuola privata non può pagarla e che, come chi invece è più fortunato, ha diritto a sognare di diventare un giorno un professionista, magari anche un membro del parlamento. Chi frequenta la scuola privata non ha bisogno di contributi per i laboratori.

    Noi i laboratori non li abbiamo e se mancano anche lì, non dobbiamo dare loro soldi perché è giusto li abbiano, dobbiamo domandarci che fine fanno i soldi delle rette. Tutti dobbiamo essere uguali. Tutti dobbiamo avere gli stessi diritti. Allora chi va alla scuola pubblica e non può permettersi il professore privato di inglese o di approfondire una qualunque materia, deve essere messo nelle condizioni di poterla studiare come si deve”.