• Home / CITTA / Addio scuola!

    Addio scuola!

    di Fabio Cuzzola – Le scelte fissate nella legge di stabilità del governo Renzi sono l’ultimo chiodo sulla bara della scuola italiana.

    Dopo un’operazione lampo avviata ai primi di settembre, senza un minimo di contrattazione, e con tanto di video su youtube, sono arrivate le tristi conferme in termini di spesa.

    Ci avevano pensato già prima di lui Luigi Berlinguer, la Moratti e la Gelmini ad affossare quanto di buono c’era nella nostra scuola pubblica.

    Eliminando il tempo pieno, il modulo alla primaria, diminuendo le ore di lezione, aumentando gli alunni per classe e dando il via ad un’autonomia che nel corso degli ultimi lustri si è dimostrata un fallimento, progressivamente le politiche dei vari governi hanno finito per svalutare l’istituzione e chi quotidianamente ci lavora.

    La scuola, sotto assedio da anni,  crolla ora definitivamente con le ultime novità, mi limiterò a passarne in rassegna due, che me per me rappresentano la fine di un sistema che veniva studiato anche negli Usa, ricordate il modello delle scuole materne di Reggio Emilia?!?!

    La prima: assunzione di tutti i precari presenti nella graduatorie.

    Un annuncio che, se si trasformerà in realtà, dovrebbe inserire dal prossimo settembre del 2015 in ruolo circa centocinquantamila docenti.

    Ottima notizia, si potrebbe obiettare, se non fosse che gli inganni in materia sono molteplici.

    Chi entrerà in ruolo, non avrà una cattedra, allo stato attuale infatti,  non sono previsti pensionamenti in massa, anzi il governo trattiene da due anni oltre tremila insegnanti, i “quota96” vittime della disgraziata legge Fornero.

    Niente cattedra, significa essere assunti in un organico funzionale formato da più scuole,  in un territorio vasto, per supplire gli assenti; un docente potrebbe essere impegnato quindi un giorno nella scuola media di Molochio e il giorno dopo al liceo classico di Cittanova, se gli va bene!

    Avremo quindi professori zombie che vagheranno senza cattedra e senza sede.

    Senza dimenticare che il “jobs act” li priverà delle tutele giuridiche come l’articolo 18 e di un’eventuale progressione stipendiale.

    E qui passo al secondo punto.

    Queste assunzioni sono possibili grazie all’annullamento definitivo degli scatti di anzianità per tutti i docenti,  lasciando così spazio alla tanto sbandierata  “carriera” per merito.

    Fra quelli che sono in servizio solo il 33%  potrà aspirare ad uno scatto di 60 euro dopo tre  anni di raccolta crediti, tipo raccolta punti delle merendine, sottoponendosi al giudizio del preside e del comitato di valutazione.

    Niente scatti e niente soldi nemmeno per gli esami di stato, tutti commissari interni e lavorare gratis! Ironia della sorte parte dei 140 milioni di euro della maturità sono stati indirizzati ai forestali calabresi e al sovvenzionamento delle scuole paritarie provate.

    Addio scuola!