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    Reggio, ecco il programma di Falcomatà. Si punta al recupero delle periferie

    Grande attenzione anche per turismo e cultura. Una sfida che che dovrebbe svilupparsi in dieci anni.

    di Domenico Grillone – Quarantacinque pagine in carta riciclata per un programma elettorale, quello del candidato a sindaco per il centrosinistra, Giuseppe Falcomatà, che traccia il futuro della città secondo una visione innanzitutto condivisa e sottoscritta dagli alleati e con l’intento di operare una “rivoluzione”, quella della “normalità”. E’ questa, infatti, la premessa del programma presentato da Falcomatà nel corso dell’incontro con i giornalisti e svoltosi nella sua segreteria politica situata sul Corso Garibaldi. Una normalità in una città in cui “i diritti siano riconosciuti come tali e non considerati favori, dove conti il merito e dove si tutelino i più deboli”. Al di là della premessa si tratta di un programma sicuramente impegnativo, per alcuni versi ambizioso e dal sapore di una vera e propria sfida, se si pensa soprattutto alle condizioni in cui sta vivendo la città. Una sfida che dovrebbe svilupparsi in 10 anni di governo cittadino affinché un giorno, secondo quanto scritto nella copertina del programma, “guardandoci indietro, lo faremo con il sorriso di chi ha creduto in una città migliore”. Tantissimi i punti presi in considerazione dal programma (la versione integrale si trova sul sito www.giuseppefalcomata.it) ma per ovvie ragioni di tempo il candidato a sindaco del centrosinistra ha puntato, durante l’incontro, ad una sintesi, alle principali linee guida del programma che vede al primo punto il tema di Reggio Città metropolitana considerata “un’unica realtà urbana che mette in comune i servizi e le infrastrutture in modo da eliminare sprechi, doppioni, inefficienze, anche grazie alla gestione diretta di una parte dei fondi comunitari previsti per la programmazione 2014 – 2020”. Fondamentale la cooperazione con Messina e riguardo la stesura dello Statuto per Falcomatà vanno necessariamente coinvolte le istituzioni, le categorie professionali e le associazioni. Uno Statuto che “dovrà tenere conto delle differenze di genere, età, cultura e lingua”. Il tema delle risorse, quelle per “gli interventi necessari per il risanamento e la modernizzazione della città” per Falcomatà potranno venire dai fondi europei, dallo sblocco delle opere del Decreto Reggio, dai fondi per il dissesto idrogeologico, dal varo di una legge speciale per Reggio, dai fondi previsti dal governo per l’edilizia scolastica. E per attrarre investimenti privati quattro per Falcomatà sono i punti fondamentali: infrastrutture, collegamenti, servizi di qualità e rispetto delle regole. Altro pilastro del programma è la realizzazione di Reggio smart city, ovvero la “città intelligente”. E tra i progetti più interessanti in tale direzione c’è quello dell’Operazione “Open Data”, la disponibilità online tutte le informazioni e i dati che riguardano la vita della città, e poi la realizzazione di una rete wireless che copra tutto il territorio cittadino, la possibilità di pagare una multa online, la riqualificazione energetica degli edifici istituzionali già esistenti e quelli di nuova costruzione attraverso l’adozione di tecnologie che riducono i consumi o che addirittura la producono, trasporti pubblici alternativi ad impatto ambientale nullo.  La pedonalizzazione, (delle aree scolastiche, una rete di percorsi pedonali per tutti i beni culturali ed interventi per ridurre sensibilmente il traffico delle auto private nel centro storico) è un altro dei punti inseriti nel programma assieme a quello della mobilità che prevede la razionalizzazione dei percorsi dei bus, la realizzazione dell’intermodalità nel trasporto pubblico (rete ferroviaria, gommata, ed eventualmente via mare) e la realizzazione di una metropolitana leggera di collegamento tra le funzioni della città metropolitana e l’asse ferroviario costiero. Tutto questo insieme alla riorganizzazione telematica del traffico merci in città e l’estensione ciclabile del Lungomare Falcomatà da Catona a Pellaro. Punto importante riguarda la redazione del cosiddetto Codice della Bellezza per la città per individuare le caratteristiche minime conformi a tutti gli elementi di arredo urbano. Priorità, in caso di vittoria del centrosinistra, sarà il recupero delle periferie degradate con un piano di interventi di recupero sociale. Urbanistico, culturale, utilizzando i fondi europei e nazionali. Molta attenzione sulla depurazione e l’acquedotto, con l’intenzione di mobilitare tutte le risorse disponibili per risolvere in via definitiva lo storico problema dell’acquedotto reggino. Sulla raccolta differenziata l’impegno è quello di raggiungere, come previsto dalla legge, il 40 per cento. Grande attenzione su turismo e cultura, ambedue considerati da Falcomatà volani di sviluppo: per quanto riguarda il primo va concepito attraverso un’ottica integrata, “che abbracci un’offerta culturale ampia e variegata, la cura dell’immagine e del decoro della città, la modernizzazione delle infrastrutture e dei servizi di accoglienza, il miglioramento dei collegamenti”. E partendo dall’assunto che “siamo cittadini di un museo a cielo aperto”, falcomatà spinge nel suo programma sul fatto che l’offerta culturale dovrebbe essere attrattiva per tutto l’anno, puntando ad inserire la città tra le mete del turismo “intelligente”. Sui temi della legalità e trasparenza una iniziativa su tutte: il lancio dell’operazione “Palazzo San Giorgio Casa di Vetro” che si tradurrà in atti amministrativi e condotte esemplari, peraltro già indicati con la sottoscrizione del Codice etico da parte dei candidati e all’adesione da parte del candidato a sindaco della campagna “Reggioocchiaperti” promossa da diverse associazioni del territorio come Libera, Reggio Non Tace, Arci e Acli. “La persona al centro” è un altro dei punti che stanno più a cuore al candidato del centrosinistra: massima sarà l’attenzione alle fasce deboli, “vogliamo che i servizi sociali tornino ad essere tali” ha sottolineato Falcomatà preannunciando che una delle prime misure della nuova giunta, in caso di vittoria, sarà la riapertura degli asili nido comunali di Archi, Gebbione e Cedir. Infine la questione dello sport: oltre il 90 per cento degli impianti cittadini o non è agibile o non adeguato a particolari manifestazioni. L’obiettivo di Falcomatà è quello innanzitutto di rimettere a norma gli impianti comunali. E sulla questione del PalaCalafiore, l’invito di Falcomatà ai commissari è quello di adoperarsi per ristabilire l’agibilità della struttura sportiva o fare come fece Falcomatà senior per il Granillo: una firma in deroga dei commissari che consenta alla Viola Basket di esordire a casa propria, senza peregrinare da una struttura sportiva all’altra della regione.