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    “Per un’altra Reggio” si presenta per il cambiamento: “No nomi ma progetti”

    di Natia Malaspina – ”Stop allo spoils system nella città della Fallara dove ognuno indica i suoi”

    Non usa giri di parole Stefano Morabito durante la presentazione dei punti programmatici e della proposta politica del progetto “Per un’altra Reggio”, promossa da Alba – Associazione “La Cosa Pubblica” – Lega dei Socialisti – Osservatorio/Laboratori Territoriali – Partito della Rifondazione Comunista e singoli cittadini che sostengono l’iniziativa. Una conferenza stampa, quella tenuta stamattina nei pressi dell’Università degli stranieri “Dante Alighieri”, in cui è stata ribadita l’importanza dei diritti e del lavoro in una città ormai stremata. Un’emergenza a tutto tondo che riguarda tutti i settori, pubblici e privati: «Ci saremmo aspettati una città con uno scatto d’orgoglio ed invece è una corsa elettorale con movimenti e candidature – ha esordito il promotore Morabito del Circolo “Eugenio Musolino” –. Veniamo da un modello Reggio che deve insegnarci qualcosa, e invece, dopo due anni di commissariamento nulla è cambiato, anzi. Le legittime aspirazioni dei cittadini sono negate, la spesa è aumenta e non corrispondono i servizi. I commissari hanno fallito».
    Punti programmatici, quindi, che devono segnare il cambiamento: «L’ultimo bilancio della giunta Arena è stato votato in poco più di due ore – ha aggiunto Morabito – Ci vogliono atti concreti, bisogna produrre e applicare modelli».
    E sui servizi aggiunge: «Bisognerebbe ritornare alla gestione ad Aziende speciali, che comporterebbe un risparmio del 25% e garantirebbe il controllo di cittadini e lavoratori che sono stati ingannati in questi anni in cui non sono mancate occasioni per il lucro». La prossima amministrazione, a detta di Stefano Morabito, deve rifiutare i metodi precedenti, ridurre al minimo le consulenze e dare risposte: «Non nomi, ma progetti per richiamare il cambiamento». Non un sindaco alternativo, quindi, ma proposte alternative per ricostruire il futuro di Reggio. «I presupposti affinchè Reggio abbia una dignità ci sono tutti» ha sottolineato Giulia Di Marco del Circolo “Eugenio Musolino”.
    Un “no” secco alle larghe intese lo ha detto Domenico Gattuso, ex candidato alle Europee nella Lista Tsipras: «Ognuno faccia la propria parte. Stiamo parlando di esperienze vissute in questi anni. Ci sono risorse pronte a scendere in campo per qualcosa di vero e concreto. E soprattutto non vogliamo riciclati».
    «Stiamo mettendo in campo liste che si ispirano al movimento Tsipras – ha aggiunto Carmelo Nucera della Lega dei socialisti Calabria – Lo facciamo perché vogliamo che Reggio diventi una città normale. Liste alternative che si oppongono al modo in cui la città è stata governata in questo decennio. Il destino sta nelle proprie mani».
    Anche a detta del docente Sandro Vitale un’altra Reggio è possibile, e si può voltare pagina già domani: «Abbiamo organizzato un sit in, domani mattina alle 11, davanti Palazzo Campanella per cambiare le regole del gioco. Giorno in cui è in programma la seduta dello stesso Consiglio regionale. Protesteremo contro la legge elettorale approvata il 3 giugno 2014 ed impugnata dal Governo davanti alla Corte Costituzionale, chiedendo il ritorno alle precedenti regole. Riteniamo la stessa una legge “truffa” e anti-democratica, in particolare la norma che prevede lo sbarramento al 15% che taglierebbe fuori numerose coalizioni che aspirano ad essere rappresentate in sede istituzionale».