“La visita di Renzi a Reggio Calabria è stata una toccata e fuga nell’ambito di una giornata-vacanza nel Mezzogiorno dItalia”. E’ quanto scrive in una nota Aurelio Misiti. “A Reggio – prosegue Misiti nella nota – secondo quanto riportato dalle agenzie, ha detto due cose: le elezioni regionali si terranno il 12 ottobre; ha assicurato, tramite Finmeccanica, per adesso, la sopravvivenza delle officine Omeca.
Nel clima di tagli alle spese sarebbe stato meglio un twitter o un SMS al Presidente Talarico e uno alla Stasi.
Spero comunque che, sorvolando lo Stromboli fumante, abbia guardato anche alla sua sinistra per osservare il grande movimento nel Porto di Gioia Tauro.
Qualcuno gli avrà ricordato che quel sito con landirivieni di containers costituisce il più importante impianto industriale della Regione e che potrebbe diventare il più grande dellintero Mezzogiorno?
Questo non è dato sapere!
Sappiamo però che luomo si documenta prima ed è abbastanza decisionista. Probabilmente sapeva delloperazione in corso contro i narcotrafficanti e ha così deciso di rinviare lincontro con una realtà, la più positiva per le casse della Regione e per loccupazione.
Il porto richiede massima attenzione da parte governativa: con una governance adeguata, di grande professionalità al vertice, sostenuta da un Governo che sappia sfruttare le immense potenzialità tramite FF SS, Gioia Tauro, come minimo, può triplicare la sua attuale performance.
Sarebbe un vero fiore allocchiello per un Premier, accusato in modo frettoloso di parlare molto e realizzare poco”.






