Giuseppe Pilato ha fatto perdere le sue tracce. Il 30enne che lunedì scorso ha ucciso a Monasterace, la moglie Mary Cirillo con un colpo di pistola alla tempia sembra sparito nel nulla. Fino ad oggi le ricerche dei carabinieri, che hanno impiegato anche unità cinofile speciali per poterlo rintracciare, hanno condotto solo al ritrovamento dell’auto di Pilato, una Fiat Multipla, trovata a Guardavalle, a pochi Km da Monasterace, nella provincia di Catanzaro. All’interno dell’auto, chiavi al quadro, sul sedile anteriore, sono stati rinvenuti il portafogli, i documenti e le carte di credito di Pilato, ma di lui nessuna traccia, se non quella fiutata dai cani e che riporta a Monasterace. Una delle ipotesi investigative del colonnello Giuseppe De Magistris, è quella secondo cui Pilato sarebbe ritornato nelle campagne della Locride per farla finita, ma non si esclude che l’uomo abbia deciso di darsi alla fuga raggiungendo qualche parente fuori dalla Calabria. Intanto il paese è sconvolto dall’ennesimo atto di violenza. I due coniugi da tempo non andavano d’accordo. Pilato era convinto che Mary avesse più relazioni extraconiugali e per questo motivo i due vivevano separati. Mary, da qualche giorno, dopo aver comunicato al marito l’intenzione di separarsi, era tornata nella casa materna a Riace, sempre in provincia di Reggio Calabria. Poi il 18, assieme al più piccolo dei suoi 4 figli, torna nell’appartamento che aveva condiviso con il marito. Qui secondo quanto ricostruito dalla Scientifica, Pilato le punta una pistola alla tempia e la uccide, vicino alla porta d’ingresso. Questo dettaglio e la scia di sangue, rinvenuta sul pavimento della casa, lasciata dal trascinamento della donna, fa pensare che Mary avesse tentato di fuggire o comunque di chiedere aiuto uscendo dall’appartamento. Pilato, dopo aver accompagnato il bambino dai nonni sparisce.





