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    La Procura reggina chiude le indagini per le 14 persone coinvolte nell’operazione ‘Cilea’

    di Angela Panzera – Operazione “Cilea”. Il sostituto procuratore di Reggio Calabria, Paolo Sirleo, ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini nei confronti delle quattordici persone coinvolte nell’operazione condotta dai Carabinieri lo scorso 17 luglio. Su richiesta della Procura il gip reggino emise infatti,  un provvedimento restrittivo per gli indagati, cui nove finirono in manette, quattro ai domiciliari ed uno con obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Le accuse sono a vario titolo ricettazione e associazione per delinquere finalizzata alla commissione di più delitti contro il patrimonio, tra cui furti in esercizi commerciali e in abitazioni. Nello specifico il provvedimento riguardò Luigi Davide Belgio, Mauro Boschetti, Filippo Foti, Bruno Guerrieri, Stefano Mestergiovanni, Fortunato Musolino, Alberto Olivieri, Antonio Tallinucci, Marine Bickadze, Antonio Pasquale Curcio, Domenico D’Agostino, Marco Di Santo, Emanuelita Cucuzzoli e Marco Mazzoni. Per gli inquirenti gli indagati facevano parte di un gruppo criminale specializzato nei furti ai danni principalmente di gioiellerie e abitazioni private appartenenti a soggetti facoltosi e i colpi sarebbero stati messi a segno sia a Reggio Calabria che a Roma. L’operazione prende il nome dal tentativo di furto perpetrato al teatro reggino “Francesco Cilea”, avvenuto il 9 novembre del 2011, quando una parte dei sodali che componevano la banda si sarebbero introdotti all’interno per sottrarre gli incassi al temine della rappresentazione teatrale ”Cenerentola”. In quella occasione le indagini avviate dagli uomini della Compagnia dei Carabinieri reggina portarono all’arresto in flagranza di reato di Luigi Davide Belgio, Antonio Talinucci e Filippo Foti, oltre alle denunce per di altri due soggetti. Da questo episodio partirono ulteriori indagini e gli inquirenti avrebbero ricostruito la presunta rete criminale. Le risultanze investigative connesse al tentato furto al teatro cittadino vennero intrecciate con quelle riguardanti il furto alla alla nota gioielleria reggina “Modafferi”. Le indagini avviate dalla Procura reggina trovarono collegamenti anche con quelle avviate dalla Procura di Roma che stava indagando su altri soggetti dediti alla commissione di furti di notevole entità tra la Capitale, Reggio Calabria e Palermo. Per gli inquirenti ogni componente della presunta banda ricopriva un ruolo ben preciso: i basisti si occupavano di scegliere gli obiettivi da colpire in seguito a ripetuti sopralluoghi, spesso realizzati grazie alla possibilità di accedere in casa delle vittime per l’installazione di condizionatori o altri lavori domestici; gli “operativi” invece, si occupavano di mettere a segno i colpi con l’ausilio di sofisticati congegni adatti ad eludere sistemi di allarme, aprire serrature di porte e casseforti. La refurtiva invece, sarebbe stata smerciata sul mercato romano. In uno dei tanti controlli infatti, gli investigatori individuarono il presunto ricettatore del gruppo, Marco Di Santo, commerciante di metalli preziosi residente nella Capitale, a cui era stato presumibilmente assegnato il ruolo di smerciare la refurtiva che dallo Stretto che veniva trasferita costantemente a Roma. Ulteriore riscontro investigativo è stato quello che ha riguardato gli accertamenti avviati su Marine Bikadze, donna di nazionalità georgiana  residente a Reggio Calabria, che avrebbe sfruttato la copertura del suo impiego di badante per invece custodire in alcune occasioni parte delle refurtiva rubata. In seguito alle perquisizioni effettuate nell’abitazione dove lavorava la donna i militari hanno infatti, recuperato una parte degli oggetti preziosi, gioielli, ma anche contanti, pellicce e opere d’arte, rubati nei vari colpi messi a segno.