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Reggio, metromare. La Valle: “Senza infrastrutture e trasporti siamo destinati a morire”

4 Luglio 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
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Reggio, metromare. La Valle: “Senza infrastrutture e trasporti siamo destinati a morire”

di Grazia Candido – “Siamo destinati a morire e senza la Metromare, le infrastrutture e i trasporti, il Meridione non ha alcuna chance per competere con il resto del mondo”. Insieme al sindaco di Villa San Giovanni, Rocco La Valle, parliamo delle problematiche connesse al trasporto marittimo veloce, di passeggeri nello Stretto di Messina, ma anche proviamo a capire perché esiste ancora oggi “una politica che vuole isolare il Sud”.
Signor Sindaco, cosa mi dice in merito all’improvvisa interruzione del collegamento da Reggio Calabria per Messina e viceversa, a partire dal primo luglio della Metromare e della proroga arrivata in extremis?
“E’ un’altra brutta pagina scritta per la nostra Regione. Tutti i sindaci dell’Area dello Stretto devono battersi per il problema della Metromare perché non possiamo fare ogni volta una proroga di sei mesi per avere un contentino. Se vogliamo un servizio serio bisogna fare una gara per 3, 4 anni anche perchè chi partecipa ai bandi vuole avere una garanzia, un contratto minimo per proporre un buon servizio per i pendolari e per chi ci lavora. Qui non si lotta e aspettiamo sempre che le cose ci vengano fatte dagli altri. Purtroppo, siamo considerati un popolo cattivo, dei criminali ma la classe politica, le associazioni sindacali devono fermarsi e ragionare su questa situazione. Non è possibile che con i soldi che lo Stato impegna per mantenere la continuità dello Stretto, e parliamo di quasi 38,5 mln di euro, non si debba avere un servizio regolare per i pendolari. Non possiamo continuare così: o andiamo tutti insieme a protestare a Roma o continueranno a trattarci con superficialità”.
Eppure se cresce il Mezzogiorno ci guadagnerebbero tutti. Perché non riuscite a fare squadra?
“Siamo individualisti e leghiamo molto alla nostra attività gli interessi politici e personali. A causa di quest’ultimi, spesso, dimentichiamo l’interesse comune. Ecco perchè non facciamo squadra. Cosa differente nelle altre Regioni: quando si devono unire per il loro territorio lo fanno e fanno battaglia comune. Noi litighiamo su tutto”.
Qual è il prossimo passo che farete?
“Abbiamo richiesto una riunione urgente al presidente Vizzari dei Comuni dell’Area dello Stretto per discutere di metromare, delle infrastrutture e dei trasporti perché il vero problema è l’assenza di mezzi che portano qui il turismo. Sul ponte dello Stretto, la madre di tutte le infrastrutture che ci avrebbe permesso non solo l’alta velocità ma tanti vantaggi economici e occupazionali, è calato il silenzio. Ancora qualcuno non ha capito che i grandi affari li hanno fatti al Nord ma l’Italia se vuole competere con il resto dell’Europa deve investire sulle infrastrutture del Mezzogiorno perché solo se si dà forza al Sud si può competere con le altre nazioni. Le nostre aziende sono fallite, l’agricoltura in Sicilia è crollata perché non ci sono le infrastrutture per portare le nostre risorse fuori. I grandi problemi qui nessuno li affronta e se non lottiamo, se insieme non facciamo fronte comune, i nostri figli continueranno ad andar via”.
Nelle sue parole si coglie un certo rammarico ma anche la voglia di non cedere. Eppure siamo sempre fanalino di coda.
“Chi si arrende è perduto e noi non possiamo permettercelo. Ho lavorato per la variante di Cannitello e ho dovuto annunciare le mie dimissioni dal Nuovo Centro Destra per avere una risposta. Ora mi domando: perché bisogna arrivare a questo scontro per avere qualcosa quando quello che si chiede è il far rispettare un diritto della comunità? Ci rendiamo conto che per raggiungere il Nord con un aereo non bastano 300 euro per andata e ritorno, che un trasporto marittimo da Reggio Calabria a Milano costa 2,500 euro mentre dall’America con 600 euro si arriva al porto di Genova, che servono 8 ore col treno per arrivare a Roma quando in 8 ore si arriva in Africa? Come si fa a creare economia, a portare turismo se non progettiamo e realizziamo le infrastrutture? La metromare è la goccia che sta facendo traboccare il vaso. Lo Stato dà 80 miliardi a Rfi (rete ferroviaria italiana) per mantenere la continuità nello Stretto e non capisco perchè non si prendono parte di questi soldi per garantire e dare ai nostri pendolari un buon servizio. Critichiamo molto l’Anas ma è l’unica che ci ha fatto l’autostrada anche se ci ha messo 12 anni. Il vero problema è che noi siamo abituati a guardare le cose e a criticarle sempre senza osservare invece chi muore e non ci ha fatto niente”.
Nel frattempo a farne le spese sono i tantissimi pendolari che il sabato e la domenica si vedono costretti a non poter usufruire del servizio di collegamento sospeso.
“Effettivamente sembra uno scherzo ma non lo è. Ringrazio l’amministratore di Bluferries per l’attenzione dimostrata ma il servizio deve essere garantito tutti i giorni e i prezzi devono essere competitivi. Non possiamo permetterci che chi vuole attraversare lo Stretto nel fine settimana lo debba fare utilizzando le navi traghetto che fanno la spola da Villa San Giovanni e Messina. Reggio Calabria non può essere isolata, ci devono assolutamente essere le corse e i mezzi”.

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