Di seguito nota ricevuta dagli educatori della Comunità penale della Giustizia minorile di Reggio Calabria: Il 26 giugno 2014, nel cortile dell’edificio che ospita gli Uffici Giudiziari ed i Servizi Minorili della Giustizia, si è tenuta la manifestazione conclusiva di un laboratorio di educazione alla cittadinanza attiva, realizzato dai ragazzi della Comunità Ministeriale e della Comunità Nuova Speranza.
Gli adolescenti, accolti temporaneamente nelle due Comunità, a causa di situazioni di disagio o devianza, si sono lasciati coinvolgere a pieno titolo nelle riflessioni proposte dal personale educativo del CPA/Comunità, dalla Cooperativa Res Omnia e dalle Associazioni Demetra e Per Amore della mia terra.
Il percorso ha preso le mosse dalla consapevolezza che lo Stato sia spesso vissuto in senso negativo, come erogatore di obblighi e punizioni, le sentenze vengono infatti pronunciate : “In nome del popolo italiano”.
Attraverso una riflessione interattiva e coinvolgente, si è cercato di riscoprire insieme il senso di appartenenza alla Repubblica Italiana, cominciando dalla necessità di conoscere e comprendere il significato di parole e simboli del nostro Stato, parole e simboli tanto diffusi, quanto trascurati.
In questa prospettiva, i ragazzi sono stati sollecitati a riflettere sui primi quattro articoli della Costituzione Italiana e al senso attuale e pervasivo di termini come democrazia, lavoro, popolo, diritti fondamentali e doveri inderogabili, ma anche libertà, eguaglianza, solidarietà e pari dignità sociale.
Alla lettura ed al commento degli articoli, è seguita l’interpretazione di Benigni, vivace e facile da comprendere, ma al tempo stesso incisiva ed inconfutabile.
I ragazzi hanno anche compreso e commentato ai presenti il significato dell’emblema della Repubblica Italiana, disegnato da Paolo Paschetto ed adottato con decreto del Presidente della Repubblica Enrico De Nicola il 5 maggio 1948. Come è noto, l’emblema della Repubblica Italiana è caratterizzato da quattro elementi: la stella, la ruota dentata, i rami di ulivo e di quercia.
La stella è associata alla personificazione dell’Italia, sul cui capo appunto splende una stella raggiante; la ruota dentata richiama il primo articolo della Carta Costituzionale; il ramo di ulivo simboleggia la volontà di pace, sia nel senso della concordia interna che della fratellanza internazionale; mentre la quercia incarna la forza e la dignità del popolo italiano.
I ragazzi hanno inoltre riscoperto le bellezze di alcuni luoghi del nostro Paese, unici ed apprezzati in tutto il mondo.
Ma ancora più importante è stato ricordare soltanto alcune delle tante persone, fondamentali per la storia e la vita nazionale italiana, che, con il loro impegno, “hanno costruito” il nostro Paese: Dante, Garibaldi, Mazzini, i giovani partigiani, e più di recente i giudici Scopelliti, Falcone e Borsellino, Don Puglisi, Rita Levi Montalcini e tanti altri, anche dal mondo sportivo.
Il ricordo di queste persone è stato fatto, non per una mera commemorazione di eventi passati, ma con l’intenzione di sottolineare che “l’Italia sono loro, l’Italia siamo noi”.
In tale prospettiva ragazzi sono stati stimolati a comprendere quale sia stato il contributo di questi personaggi, ma al tempo stesso a riflettere su quali siano i comportamenti quotidiani con i quali ognuno contribuisce a “costruire” o “demolire” questa nostra Repubblica Italiana.
I giovani partecipanti hanno ricomposto tutto il materiale utilizzato nel laboratorio per realizzare alcuni video e power point con i quali, nella serata del 26 giugno, hanno presentato la loro idea di Repubblica Italiana, come lascia appunto intuire il sottotitolo scelto per la manifestazione: l’Italia vista da via Marsala.
Per completare la visione di cosa sia l’Italia oggi, ci si è avvalsi anche del contributo dell’ARCI, con un video sulla vita e l’integrazione degli stranieri nella nostra città e dei giovani del servizio civile della Caritas, che fanno dell’attenzione agli ultimi e della solidarietà il loro impegno concreto.
Durante la serata particolarmente gradito è stato il contributo musicale offerto dai giovanissimi della scuola di musica ed arte drammatica “Preludi” per i loro piacevoli intermezzi .
A conclusione è stata richiamata la lettera inviata al Corriere della Sera da Riccardo, un giovane provenirnte da una famiglia legata alla criminalità organizzata, in passato ospite della Comunità Ministeriale, che oggi, dopo un lungo percorso educativo, è in grado di scegliere il suo futuro, desiderando “una vita normale”.
Nella lettera alcuni passaggi sono particolarmente significativi per comprendere il senso vero e profondo dell’agire “IN NOME DEL POPOLO ITALIANO”.
Riccardo scrive: “Quello Stato che prima era così lontano mi sta dando diverse possibilità…Ci sono tanti ragazzi come me che avrebbero bisogno di uno Stato così. Non credono che esista. Io l’ho conosciuto e scrivo questa lettera perché anche gli altri lo sappiano.”




