Grande successo ha riscosso la prima serata del “Live@Village”, rassegna di musica dal vivo organizzata dall’Associazione Attendiamoci Onlus all’interno del Villaggio dei Giovani, bene confiscato alla ‘ndrangheta che diventa così, nell’ambito dell’estate reggina, un punto di riferimento per i giovani che vogliano ascoltare buona musica da parte di gruppi musicali della provincia di Reggio Calabria, attraverso vari generi, dalla musica etnica al rock‘n’roll, dal reggae al pop.
Protagonisti del primo concerto il gruppo degli Etnosound di Leonardo Bonavita (Voce e Chitarra), Domenico Macrì (Voce e Strumenti tradizionali), Andrea Carrano (Sassofono e Organetto), Francesco Papasidero (Basso Elettrico), Giovanni Panaia (Batteria e Percussioni) e Gianluca Cusato (Tamburi a Cornice).
I circa duecento spettatori presenti sono stati coinvolti dai ritmi e dalle musiche del gruppo, trascinando tutti in un vortice di musica e di allegria sempre più contagioso.
Al centro dell’esibizione dal vivo i suoni della tradizione popolare della Calabria, con testi che vengono attinti dalla tradizione orale dei nostri avi: canti di mietitura, cantate “all’aria”, canzoni di sdegno e d’amore; ma anche testi autobiografici per la maggior parte composti da Leonardo Bonavita e Domenico Macrì.
Il concerto ha avuto inizio con “U Pasturi”, un brano contro i falsi miti che invadono la società odierna. Il gruppo ha proseguito con “Cantu Novu” e “Senza Mugghjeri” e ha poi presentato “U Mastru” e “Zzumpa e Vola”, tammurriate tipiche del sud Italia, mentre “Paisi” è un omaggio alla città di Cinquefrondi, alle sue tradizioni e ai suoi luoghi, dove la band, tre anni addietro, ha mosso i primi passi. Successivamente si sono susseguite delle interpretazioni passionali come “Serenata”, “Passioni” e “Na Littareglia”, una dolcissima dichiarazione d’amore dove le note della zampogna dominano l’intera canzone. A seguire il nuovo sound di “L’amanti” e “Non mi scordu cchjù”, “Occhji di fata”, “Stornelli”, sonata tradizionale con versi e detti popolari calabresi. Per la prima volta, inoltre, il gruppo ha suonato una cover: “Vento d’estate”, la celebre hit di Max Gazzè e Niccolò Fabi, che è stata rivisitata e riadattata nei canoni e nello stile propri della band, dando al pezzo una nuova veste. A conclusione del concerto “Maledittu Chidu Jornu” e le note di “Vorria mu moru”, celebre hit che ha portato tanta fortuna agli EtnoSound.
Il pubblico, che ha ballato dall’inizio alla fine dell’esibizione, ha dato la dimostrazione che ci si può divertire senza “sballarsi”, lanciando, dall’interno di un bene confiscato alla ‘ndrangheta, un forte messaggio di riscatto sociale per una terra come quella reggina che può risorgere anche grazie alla forza della musica e al coraggio di un gruppo di giovani come quelli dell’associazione Attendiamoci Onlus che, incessantemente, organizzano occasioni di incontro per i giovani di Reggio Calabria.
Prossimo appuntamento del “Live@Village” sarà venerdì 4 luglio, data in cui il Villaggio dei Giovani ospiterà l’esibizione del gruppo reggino dei Back Roads, un uragano di energia a ritmo di blues e rock’n’roll.
I Back Roads nascono nel maggio del 2013, accomunati dall’amore per il southern rock, un genere dove blues, rock’n’roll e country si fondono, e dalla cultura del “viaggio” che rese mitici gli anni ’60 e ’70. Nasce da qui la passione per la musica dei Creedence, ZZtop, Canned Heat, Black Crowes, Lynard Skynard, Steppenwolf, Free ma anche per il rock’n’roll targato Elvis, da cui è partito tutto. È nato anche un progetto di studio e di riscoperta del blues, che ha fatto crescere nei giovani membri del gruppo la consapevolezza di poter intraprendere un nuovo cammino fatto di musica propria ed inediti: nascono dieci pezzi, che verranno raccolti nel primo album del gruppo.
I membri dei Back Roads sono: Davide Praticò (batteria), Emanuele Currò (basso), Paolo Santostefano (chitarra), Alessandro La Rocca (chitarra) e Roberto Giriolo (voce).
La musica del gruppo risulta una contaminazione di hard rock, blues elettrico, southern rock: un genere a sé e i testi dei pezzi parlano di solitudine urbana, aspirazione ad essere liberi, lontani dalla standardizzazione socio-culturale moderna. Vi aspettiamo, dunque, venerdì 4 luglio dalle ore 20.30 per gustare un panino ed una bibita ed attendere, insieme, l’inizio del concerto previsto per le 22.






