Si è tenuta ieri, martedì 29 luglio presso la sede dell’associazione “Nuova Solidarietà” a Catona, la conferenza stampa del gruppo politico cittadino “Progetto Reggio” dal tema: “Progetto Reggio idee per il Nostro Ambiente”.
Ad introdurre la conferenza è stato uno dei funzionari della “Nuova Solidarietà” Francesco Scopelliti che ha fatto un accenno all’esperienza vissuta dalla sua associazione e delle attività svolte dalla stessa intese come amore per il territorio.
Scopelliti ha continuato dicendo che valorizzare il territorio è un percorso pieno di ostacoli con molte sfaccettature e che bisogna confrontarsi sulle tematiche di interesse cittadino per elaborare progetti che possano superare la fase di stallo in cui è caduta la città.
È intervenuto di seguito il portavoce di “Progetto Reggio” Tindaro Giulio Barbitta che, ringraziando per l’ospitalità, è entrato subito sul tema della conferenza analizzando la situazione in cui la città versa e le soluzioni che il movimento propone.
<<Al di là di modelli e modellini ai quali la nostra città dovrebbe ispirarsi, afferma Barbitta, oggi una realtà territoriale che vuole essere al passo coi tempi deve obbligatoriamente scontrarsi con il sistema di raccolta e smistaggio dei rifiuti.
Tante volte si è abusato del termine differenziata (anche nella nostra città), ma il risultato fallimentare dell’attività delle varie amministrazioni succedutesi è sotto gli occhi di tutti.
I dati della raccolta differenziata sul comune (circa il 13% di differenziata nel 2012) ci fanno pensare che forse il nostro comune è stato disattento o non ha ritenuto fondamentale assecondare tale intervento.
A costo di risultare impopolari, dobbiamo affermare che la raccolta fatta dalle municipalizzate non è efficiente.
La scelta di tali aziende non è la migliore, in quanto spesso il servizio non funziona davvero perché l’approccio delle stesse risulta improduttivo. Bisogna, dunque, indire delle gare d’appalto e selezionare il gestore, o i gestori, più efficienti.
Resta sottinteso che l’assegnazione di tali appalti non possa avvenire di sei mesi in sei mesi ma debba essere almeno per cinque anni al fine di consentire i giusti investimenti per rendere efficiente tale attività.
Noi di Progetto Reggio consideriamo i rifiuti come l’unica “merce” che si può esportare pagando o riciclare guadagnando, un esempio su tutti è dato dalla raccolta carta e cartone su questa tipologia di rifiuto la Calabria essendo la regione che ricicla di meno, (rapporto kg per abitante) riesce ad avere un mancato guadagno di circa centomila euro annui e se consideriamo occupazione, indotto, costi di smaltimento e il valore del bene riciclato la Calabria brucia quasi 16 milioni di euro l’anno solo con questi scarti. Per non parlare del danno all’immagine della città che creano cassonetti stracolmi e maleodoranti.
L’associazione “Progetto Reggio”, continua Barbitta, al di là di cose già sentite e ripetute, vuole proporre alla città un altro tipo di raccolta in difesa dell’ambiente, del lavoro e delle economie domestiche.
Un progetto direttamente attuabile è la raccolta e lo smaltimento degli oli vegetali esausti (olii alimentari), che raggiungono gli scarichi delle nostre abitazioni e contaminano l’ambiente danneggiando l’economia cittadina.>>
Interviene di seguito Natale Marrara, che sottolinea come il movimento “Progetto Reggio” nato da 15 giorni già presenta un’iniziativa pratica direttamente attuabile sul nostro comune, illustra i danni derivanti dal cattivo smaltimento degli oli esausti e presenta i benefici derivanti dalla raccolta: << I vantaggi raggiungibili dall’amministrazione e dai cittadini nella realizzazione del progetto di raccolta olio vegetale esausto da utenza domestica sono il risparmio nella manutenzione degli impianti di depurazione e degli scarichi domestici, altrimenti danneggiati dalla sostanza viscosa che si forma nelle condutture; aumento resa percentuale delle raccolte differenziate attive in ambito urbano, in quanto gli oli esausti vegetali raccolti dai nuclei familiari rientrano nella sommatoria dei rifiuti raccolti in maniera differenziata come “Oli e grassi commestibili”; migliore qualità dell’ambiente, principalmente a livello fognario ed idrico; risparmio energetico dovuto al minor costo di depurazione di condutture ed impianti di pompaggio incrostati o danneggiati dall’olio e dal grasso che comportano un costo pari a 50 Cent per ogni chilo di grasso (Fonte ASM Bressanone SpA);>>
Il portavoce del movimento politico Barbitta completa l’analisi sottolineando come con un litro d’olio non riciclato s’inquini un km quadrato di superfice marina o, in alternativa, si possa trasformare in biodiesel capace di far camminare uno scuolabus per circa 15 chilometri.
Progetto Reggio propone quindi che siano le associazioni ad occuparsi della raccolta degli oli esausti utilizzano gli utili derivanti da questa raccolta come forma di finanziamento per le proprie attività.
Conclude Scopelliti che conferma la disponibilità della Nuova Solidarietà a diventare primo punto di raccolta stabile sul territorio cittadino di oli esausti e ringrazia “Progetto Reggio” per l’attività e l’impegno messo in campo su questo progetto.




