A Reggio Calabria autobus Atam di nuovo fermi e trasporto pubblico in tilt. Dopo giorni di cauto ottimismo, dovuto all’accettazione da parte del Tribunale fallimentare della procedura di concordato per il piano di rientro dell’Azienda, da stanotte nuove nuvole fosche sono tornate ad addensarsi all’orizzonte.
Dopo i lunghi confronti delle scorse settimane con i vertici aziendali e la Commissione Straordinaria, le organizzazioni sindacali sono tornate a denunciare stamane ”la gravissima situazione economico-finanziaria dell’Atam e di tutto il trasporto pubblico locale regionale”.
”I lavoratori dell’Atam – spiegano i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl e Uil – pur di sostenere l’azienda e i servizi, hanno accettato sacrifici economici riducendosi lo stipendio. Questo per noi è un esempio di responsabilità che i lavoratori hanno dimostrato. Detto questo – proseguono – la situazione sta degenerando di giorno in giorno, constatando che l’interruzione dei servizi è in dirittura d’arrivo, ma questo non giustifica che gli organi preposti, e quindi i poteri decisionali, non si adoperino per sostenere l’azienda in questione”.
I sindacati chiedono in sostanza un’accelerazione agli attori istituzionali affinché si completi al più presto la procedura per la stesura del piano di rientro da presentare al Tribunale entro i 90 giorni previsti. E nel contempo, al di là degli aspetti puramente contabili, a preoccupare è soprattutto la mancanza di liquidità che ne deriva, che di fatto sta causando la mancata erogazione degli stipendi ai dipendenti e, non meno importante, la manutenzione ai mezzi. ”Nel caso specifico – spiegano ancora – il Comune di Reggio Calabria, proprietario dell’Atam, deve pianificare con l’amministratore unico, il prof. Gatto, una serie di interventi mirati affinché il servizio possa essere garantito alla cittadinanza, prevedendo interventi economici per il pagamento di qualche mensilità ai dipendenti e pianificando interventi di manutenzione straordinaria che i mezzi necessitano”.





