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    Processione Oppido, Valente (GD): ”Questi avvenimenti parlano all’intera società”

    Riceviamo e pubblichiamo da Mario Valente*- “Coloro che nella loro vita hanno questa strada di male, i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati”, aveva detto Francesco in terra calabra poche settimane fa. Da queste parole bisognava ripartire, il suo anatema era giunto a tutte le parti in maniera dirompente e soprattutto inaspettato per gli uomini di ‘ndrangheta, i quali dalla notte dei tempi hanno costruito e costruiscono la loro forza anche sul “credo onnipotente”. La protesta dei detenuti nelle carceri di Larino (Campobasso) di non partecipare alla messa dopo la scomunica del Papa, i fatti e soprattutto l’eco mediatico dell’inchino della Madonna a Oppido Mamertina in provincia di Reggio Calabria, materializza la forza di quel messaggio mettendo in discussione le basi fondamentali della ‘ndrangheta e di tutte le organizzazioni mafiose. Quindi non un operazione teologica o moralista, ma un azione reale di contrasto alla criminalità organizzata. Messaggi importanti che stanno costruendo già un nuovo corso della chiesa ma soprattutto devono far cambiare una società che troppo spesso è omertosa e si abbandona a riti che di religioso hanno molto poco, anzi alimentano nel caso dell’inchino della madonna una mentalità di sudditanza. Il vero eroe di questa vicenda è il Maresciallo dei Carabinieri di Oppido Mamertina che ha abbandonato il corteo religioso, invece il parroco e l’amministrazione presente si sono resi complici, a loro malgrado, di questa insopportabile vicenda. Le autorità ecclesiastiche del luogo  non devo tardare a trovare una pronta soluzione a questo avvenimento. In questa vicenda risultano importanti gli atteggiamenti, questi avvenimenti non parlano al solo mondo della chiesa non parla neanche al Pontefice in persona, ma parlano direttamente alla società intera. La stessa che aspetta un risveglio delle coscienze, che merita le giuste prese di posizioni, e che non venga lasciata da sola al proprio destino. Girare la faccia dopo questi avvenimenti significherebbe un obbedienza alla ‘ndrangheta e sue strutture. Oggi è arrivato il momento di scegliere da che parte stare, come del resto ha fatto Papa Francesco scomunicando i “mafiosi”.

    *Segretario GD Calabria