”Per l’organizzazione delle prossime celebrazioni religiose io immaginerei un confronto a tre che coinvolga, oltre al comitato organizzatore della Parrocchia, anche le autorità civili e religiose del paese”. Il Sindaco di Oppido Mamertina Domenico Giannetta chiarisce l’episodio della processione di lunedì scorso, abbandonata dal Maresciallo dei Carabinieri Andrea Marino e dai suoi uomini, dopo l’ ”inchino” all’incrocio con la strada dove abita il boss ergastolano Giuseppe Mazzagatti.
”Come amministrazione comunale abbiamo deciso di costituirci parte civile in tutti i processi di mafia nei quali è coinvolto il nostro Comune. Anche riguardo al fatto specifico, qualora dovessero emergere responsabilità in capo a qualcuno, ci costituiremo parte civile. Ci siamo fatti promotori di un incontro con le autorità militari e religiose per cercare di individuare delle linee direttrici per le prossime processioni. Abbiamo anche chiesto udienza al Prefetto e al Papa, vogliamo cercare di rendere questo episodio, dal quale prendiamo le distanze, una cosa importante. Soprattutto vogliamo capire cosa sia successo”.
”Sentiamo il dovere di intervenire su questi fatti specifici – ha spiegato il Sindaco Giannetta, Assessore provinciale ed eletto al Municipio di Oppido da appena 40 giorni – perché riteniamo sia importante che venga fuori la verità. Dobbiamo fare in modo che queste cose non accadono più, e dall’altra parte cercare di non ingigantire episodi che hanno una tradizione pluriennale. Se poi a quelle tradizioni si lega la riverenza a qualcuno, noi abbiamo il diritto dovere di intervenire e condannare questi gesti”.
Il Sindaco prova a ricostruire lo sviluppo degli accadimenti di lunedì scorso. ”Noi ci trovavamo 30 metri avanti alla vara – racconta Giannetta – quando il corteo religioso è arrivato all’incrocio con la via dove si trova la parte di paese dove abita anche il Mazzagatti, il Comandante che era a fianco a me mi dice che si sarebbe allontanato dalla processione avendo visto quel tipo di gestualità considerata una forma di riverenza al boss”.
”Il Comandante – conclude il Sindaco – ha comunque la mia massima solidarietà e il mio massimo sostegno probabilmente perché sa cose che a noi non è dato sapere. Ci saranno evidentemente delle indagini in corso che noi non conosciamo”.





