di Clara Varano – L’anatema del Papa non è stato sufficiente. Il fatto che Bergoglio, senza troppi giri di parole abbia scomunicato ‘ndranghetisti e malaffare non più di 15 giorni fa, non ha impedito ad una comunità, già tanto martoriata dalla criminalità organizzata, come Oppido Mamertina, di “omaggiare religiosamente” il presunto boss 82enne del luogo, Giuseppe Mazzagatti, già condannato all’ergastolo per omicidio e associazione a delinquere di stampo mafioso, oggi ai domiciliari per motivi di salute. Mazzagatti vive all’incrocio tra Corso Aspromonte e via Ugo Foscolo. Qui, lunedì scorso, la processione della Madonna delle Grazie, un rito secolare particolarmente sentito dai fedeli della parrocchia che si trova nella frazione Tresilico, ha fatto una sosta, con tanto di inchino della statua sacra, troppo lunga. Qui, ad Oppido, dove una cruenta faida contò quasi cento morti ammazzati, non risparmiando neppure donne e bambini, la Chiesa, continua ad inchinarsi al Boss. Lo riporta oggi “Il Quotidiano”, facendo la cronaca dei fatti.
Da quanto si legge, nonostante l’associazione che ha organizzato la processione avesse preso accordi con l’Arma dei Carabinieri di non fare nessuna sosta sul percorso, le cose sono andate diversamente. Sacerdoti, mezzo Consiglio comunale e carabinieri in testa alla processione, tutti fermi per circa un minuto a “salutare” boss Mazzagatti. Il maresciallo Andrea Marino, comandante della stazione di Oppido, però non ci sta e dopo aver assistito a questa scena, in deroga a quanto concordato, ordina ai carabinieri che affiancavano la statua di allontanarsi con lui voltando le spalle alla processione ed al boss così come la divisa che indossa gli impone, nessuno delle autorità civili e religiose, però, pare abbia seguito il suo gesto netto di rottura, nonostante il maresciallo avesse spiegato loro le motivazioni.






