di Angela Panzera – Morte Demetrio Nicolò. Ieri il giudice monocratico Andrea Esposito ha condannato ad un anno e sei mesi di carcere i medici Diego Giustra e Bruno Sergi. Il giudice li ha riconosciuti colpevoli dell’ omicidio colposo di Demetrio Nicolò e li ha anche condannati al risarcimento per le parti civili, ossia i familiari della vittima, moglie e tre figli. Risarcimento che dovrà essere comunque quantificato in sede civile. L’accusa, rappresentata dal pm Rosario Ferracane, aveva invocato nei loro confronti 3 anni e 6 mesi di reclusione. I due medici del pronto soccorso degli ospedali “Riunit”i sono stati quindi ritenuti responsabili dell’omicidio colposo, avvenuto il 7 luglio 2008. Stando all’accusa i due sanitari avrebbero sbagliato la diagnosi quando il funzionario del “Corecom” Nicolò alle 3 di notte è stato accompagnato in ospedale accusando dolori al torace. Dopo un’ora e mezza, il paziente era stato “congedato” dal pronto soccorso con la diagnosi di toracoalgia. Sergi e Giustra lo avrebbero rassicurato circa gli esami eseguiti che avrebbero dato esito negativo ai fini di un sospetto infarto. Per gli inquirenti inoltre, avrebbero “fatto firmare un generico, incompleto e fuorviante- il cosiddetto consenso informato; Nicolò poco dopo è morto per “cardiopatia ischemica evoluta, -scrivono gli inquirenti- in assenza di trattamento terapeutico, in infarto miocardico acuto con terminale arresto cardiaco”. Secondo la Procura i due “formularono errata diagnosi, omisero di interpellare un cardiologo e di ottenere immediata consulenza dello stesso, omisero di approntare idonea terapia, omisero di ricoverare il suddetto Nicolò Demetrio anche solo per breve osservazione clinica, dimisero infine il suddetto paziente senza indicazioni terapeutiche o raccomandazioni precauzionali, fungendo tali condizioni come causa diretta, esclusiva ed immediata dell’evento morte”. Così era riportato nella richiesta di rinvio a giudizio dei due sanitari firmata dalla Procura oltre 5 anni fa. Un dibattimento questo caratterizzato da un’istruttoria molto lunga e molto articolata che ha visto il caso in Tribunale per molto, troppo tempo. Entro novanta giorni verranno depositate le motivazioni con cui il giudice Esposito ha inflitto un anno e 6 mesi di reclusione ai due medici reggini.






