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Catanzaro: incontro del Gruppo Giovani Imprenditori Confcommercio

1 Luglio 2014
in Catanzaro, CITTA
Tempo di lettura: 5 minuti
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“L’Italia che verrà” è il titolo dell’evento organizzato dai Giovani Imprenditori di Confcommerciopressola Camera di Commerciodi Bari, nella due giorni (12, 13 giugno)che ha visto impegnate le giovani imprese, la nuova politica, i territori dibattere sui temidel lavoro, delle infrastrutture e dell’innovazione, avendo come focus il nostro mezzogiorno, fra crisi e ritardi strutturali.

Le analisi dell’Ufficio Studi di Confcommercio sono allarmanti e ci confermato che il divario Nord Sud è ulteriormente aumentato: il Pil pro capite del Sud nel 2013 (17.224 euro) scende al 55,2% di quello del Nord-Ovest (32.102) e nel 2015 sarà inferiore al 55%.Serviranno 13 anni per ritornare ai livelli pre-crisi!

Cresce il divario nei consumi pro capite, arretra in modo consistente e allarmante anche nella dotazione di capitale produttivo che è circa la metà di quella del Nord.
Il Sud esporta solo il 13% della sua produzione rispetto a circa il 32% del Nord a dimostrazione dell’inefficacia di politiche di sviluppo che, puntando esclusivamente  sull’industrializzazione dei territori meridionali, hanno trascurato la vocazione naturale del Mezzogiorno e le principali attività terziarie, come il turismo. Turismo che al sud non è adeguatamente valorizzato perché solo il 13,2% dei turisti stranieri sceglie le regioni meridionali, mentre ben il 44,3% si indirizza al Nord-Est.
Dato assai più preoccupante. Il divario sul tasso di occupazione e sui saldi demografici, mostra una progressiva perdita della capacità attrattiva di risorse umane in quest’area del Paese, che continua a spopolarsi, e getta un’ombra sulle prospettive di crescita del Mezzogiorno nel medio termine.

Partendo da questi dati, esperti economisti e giovani  imprenditori,suddivisi in tre gruppi di riflessione tematici, hanno disegnato lo scenario possibile per arginare la crisi e imboccare il sentiero della crescita formulando proposte alla classe politica.
Partendo dal presupposto ineludibile che l’impresa è il vero  motore dell’economia reale, e che senza di essa non c’è occupazione, non c’è benessere, non c’è futuro;
Antonio Tassone, Consigliere Nazionale dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, traccia la linea da seguire per costruire l’ossatura di un’agenda politica capace di ridare fiato all’occupazione:
Sul costo del lavoro, afferma Tassone, non possiamo più percorrere la strada frammentata e incerta dei soli incentivi, occorre un piano reale, che affronti il tema nel suo complesso, che ridisegni una prospettiva per il futuro. Occorre definire subito un principio fondamentale: non si può incrementare il costo del lavoro per compensare ogni arretramento della spesa sociale. Va progressivamente invertita questa tendenza!
Va, inoltre,  pensata una  fiscalità  di vantaggio per il Sud provando a determinare l’effetto positivo dell’incremento occupazionale derivante in termini di maggior circolazione della ricchezza e stimolo al consumo con conseguente incremento delle entrate fiscali. Non siamo per niente convinti  infatti  della indissolubilità della rigida equazione che impone un preventivo taglio della spesa alla riduzione della pressione fiscale.
Inoltre nel discutere della riforma sul lavoro, il dibattito e le scelte non potranno dimenticare due importanti e correlati fattori: la rivisitazione dello strumento degli ammortizzatori sociali, troppo spesso variabile endogena sottostimata nella sua incidenza sul tasso di disoccupazione,ed il tema della conflittualità lavoratore/impresa che in troppe occasione vede uno squilibrio dello schema giuridico che rende impari il confronto.
Avrà il governo il coraggio di trovare la concretezza necessaria per discutere anche di tali tematiche?
In una economia che ha bisogno di strumenti diversi, adatti a rispondere a svariati bisogni limitare le forme di assunzione, anche flessibili, significa, limitare le opportunità, che non vanno compresse ma che possono costituire occasioni di ingresso e di sviluppo. Il contratto ‘unico’ non ci convince, perché c’è bisogno di  creare lavoro, non di ridurre le tipologie contrattuali. Non è certamente questo il fulcro del tema.
Il Gruppo Giovani di Catanzaro ha avuto inoltre l’onore di ospitare la tavolo di confronto sul tema del Lavoro il Prof. Rocco Reina Docente presso la Facoltà di Economia della Università Magna Graecia di Catanzaro che ha guidato la discussione e offerto ai Giovani Imprenditori di Confcommercio  del Meridione lo spunto utile sulla importanza di rivisitare la dinamica del rapporto fra Impresa e Risorse Umane andando a determinare il concetto di produttività in un settore come quello del Terziario laddove non è agevolmente qualificabile come in quello manifatturiero. A lui va quindi, conclude Tassone, il mio personale ringraziamento per la disponibilità e il prezioso contributo fornitoche, se possibile, mi rende ancora più orgoglioso della partecipazione a meeting come quello organizzato dal Presidente Micheli che si contraddistinguono per concretezza ed operatività e non si limitano a sterili dibattiti.

Nel gruppo Infrastrutture, trasporti : Giuseppe Pedà,Coordinatore Nazionale dei Territori del Gruppo Giovani di Confcommercio
Relativamente al tema infrastrutture, fa presente che nel Sud si è speso male, si è realizzato meno, si è ridotta l’accessibilità;  accessibilità che nelle regioni meridionali è il 50% della media nazionale. A livelli di accessibilità del Sud pari a quelli della Lombardia, nel 2012 il Pil italiano sarebbe aumentato di 48 miliardi di euro (+3,1% rispetto al dato reale).
Si auspica pertanto una Revisione del Titolo V della Costituzione, un disegno unico e vincolante dei sistemi di trasporto nazionali, e soprattutto un dibattito pubblico preventivo per la realizzazione delle opere infrastrutturali. Centralità del trasporto marittimo e riforma portuale che accresca e non penalizzi la competitività del Mezzogiorno.
Mettere al centro il tema della mobilità urbana, dell’accessibilità, dell’efficienza del trasporto pubblico locale con regole e risorse certe

Dal gruppo di riflessione dedicato all’innovazione:
Giovanni Catalano esperto di innovazione nei servizidi Confcommercio Nazionale, relatore nel gruppo di lavoro sull’innovazione, è convinto che un nuovo modello di crescita è possibile per il nostro paese e in particolare per il sud se cominciamo ad abbandonare quella visione “ottocentesca” secondo la quale i servizi (commercio, turismo, trasporti, servizi alla persona e alle imprese) sono “ancillari” alla manifattura e come tale sono considerati incapaci di creare valore e occupazione in maniera autonoma.
Catalano fa presente che è necessario dunque distinguere il concetto di Ricerca (o Ricerca e Sviluppo), svolta in laboratori pubblici o di grandi imprese, qualche volta medie, che lascia tracce visibili nei bilanci, che prevede collaborazioni con università e centri di ricerca, con quello di Innovazione, concetto molto più ampio, che riguarda il modo in cui l’impresa modifica il suo approccio al mercato, che ha impatti profondi sul suo modello di business, che coinvolge anche micro e piccole imprese, spesso in maniera più difficilmente “rendicontabile” (difficilmente lascia traccia nei bilanci dell’impresa) ma non per questo meno importante e meritevole di incentivazione.
Bisogna considerare dunque innovazione non solo il nuovo prodotto/servizio o il nuovo processo, ma anche nuovi modelli di business, formati distributivi, modelli organizzativi e di marketing, e che innovazione non implica necessariamente tecnologia.

Abbandonare, quindi, la visione “vetero-industriale” che immagina l’innovazione frutto di grossi investimenti in macchinari, tecnologie, attività di laboratorio, ecc. e che ha dominato per decenni, tra l’altro beneficiando sempre le stesse imprese (le stesse che poi delocalizzano, utilizzano la cassa integrazione, ecc.)
Pietro Gagliardi, componente delegato del Gruppo Giovani Confcommercio e Consigliere di Confcommercio Calabria Centrale, ha chiesto al sottosegretario Zanetti un impegno concreto per eliminare le discriminazioni nei confronti degli imprenditori contenute nel decreto ministeriale in materia di incentivi fiscali all’investimento in start-up innovative: le agevolazioni sono infatti concesse al socio che sottoscrive una quota non superiore al 30% (normalmente un finanziatore) mentre gli imprenditori hanno quasi sempre interesse a sottoscrivere una quota di maggioranzae perciò si troverebbero ad essere esclusi o discriminati;
Gagliardi si è impegnato nella personale iniziativaidoneaa trasferire sul territorio il tavolo dell’innovazioneper diffondere il concetto di innovazione distinto dal concetto di ricerca e di tecnologia, in perfetta sintonia con la visione dell’esperto Giovanni Catalano, e soprattutto considerando che tale idea è condivisa dalla Commissione Europea che ha dedicato importanti risorse nel programma comunitario HORIZON 2020.

Presenti all’evento, fra gli altri, il Presidente Nazionale di Confcommercio Carlo Sangalli, il Sottosegretario al Ministero dell’Economia e Finanze, Enrico Zanetti, il sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Massimo Cassano, l’On. Raffaele Fitto, Forza Italia, il Presidente dei Giovani Imprenditori di Confcommercio, Alessandro Micheli.
A moderare la tavola rotonda, il giornalista e conduttore Rai, Nicola Porr

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