di Domenico Grillone – Una convocazione urgente del Consiglio provinciale, aperto ai Comuni ed agli enti interessati, per assumere determinazioni urgenti contro la realizzazione della centrale a carbone di Saline Ioniche. La richiesta, illustrata nel corso della conferenza stampa svoltasi nel salone della Provincia, nasce su iniziativa dei gruppi dei Socialisti Uniti, Partito democratico, Nuovo centrodestra e Sel. Perché se da una parte il Consiglio provinciale lo scorso marzo si era espresso negativamente in merito alla realizzazione della centrale, dall’altra non si capisce perché nella Conferenza dei servizi del 4 marzo scorso il funzionario dell’ente provinciale, architetto Giuseppe Mezzatesta, , così come ha sottolineato nell’incontro con i giornalisti il vicepresidente del Consiglio provinciale Giovanni Nucera, “ha dato parere favorevole alla costruzione della centrale disattendendo a tal modo ciò che il Consiglio provinciale in più occasioni, sia nel corso della passata legislatura, Giunta Morabito, che con questo Consiglio, aveva espresso in maniera unanime, e cioè il no alla centrale”. A questo punto la domanda di Nucera, come pure quella dei consiglieri provinciali presenti all’incontro, Maria Alessandra Polimeno, Giuseppe Longo e Pierpaolo Zavettieri, si pone l’obiettivo di capire se il no espresso ripetutamente dal Consiglio provinciale vale meno rispetto al parere favorevole espresso dal funzionario della Provincia, delegato a rappresentare l’ente dallo stesso presidente Raffa nel corso dell’ultima Conferenza dei servizi. “La convocazione del Consiglio – dice Nucera – servirà a capire se le precedenti deliberazioni all’unanimità contro la realizzazione della centrale del Consiglio provinciale rappresentano la linea da seguire oppure conta di più il parere del funzionario inviato dal presidente Raffa. Il Consiglio è sovrano e non è possibile che venga disattesa una decisione presa dall’intera assise provinciale”. Intanto lo stesso Nucera informa che all’albo pretorio della Provincia sono stati affissi i nomi dei soggetti interessati, proprietari degli immobili ricadenti nell’area, soggetti agli espropri che la Sei (la società che dovrebbe costruire la centrale) dovrebbe effettuare. Entro venti giorni chi è interessato alla questione ha la possibilità di fare ricorso. In caso contrario la decisione diverrà esecutiva. Resta il fatto che, secondo la voce unanime di tutti i consiglieri provinciali presenti alla conferenza stampa, come pure della Regione, dei Comuni ricadenti nell’area interessata e di tutte le istituzioni della provincia, la centrale a carbone non la vuole nessuno. “Ed allora non riusciamo a capire – continua Nucera – chi vuole intraprendere il percorso opposto che peraltro sta continuando anche in maniera veloce. Il Consiglio provinciale ha quindi il dovere di esprimersi chiaramente sull’intera questione. Ed il ministro Lanzetta, impossibilitata a partecipare a questa conferenza stampa, dovrebbe farsi carico di coinvolgere il governo affinché dia un parere definitivo sulla vicenda”. Per Pierpaolo Zavettieri la seduta di Consiglio provinciale si rende indispensabile “non per bloccare la scellerata idea della costruzione della centrale a carbone ma per chiarire innanzitutto alcune contraddizioni emerse con il parere favorevole dell’architetto Mezzatesta, delegato del presidente Raffa. Ed in contrasto con le direttive di altri settori della Provincia, Ambiente e Urbanistico e paesaggistico. Il presidente Raffa allora dovrà chiarire ufficialmente questa posizione contraddittoria. Probabilmente il presidente Raffa, dal momento che non abbiamo avuto nessuna occasione di confronto, riuscirà a giustificare con altri documenti, non in nostro possesso, una linearità di comportamento. Altrimenti prenderemo atto di un vero e proprio fallimento politico ed in quella sede (prossima seduta del Consiglio provinciale, ndr) sarà necessario che ognuno di noi si assuma le proprie responsabilità, personali e come amministratori perché se fosse così si tratterebbe di fallimento politico”. Sulla stessa lunghezza d’onda gli interventi degli altri consiglieri provinciali, Polimeno e Longo: per il primo si tratta probabilmente di un caso di “schizofrenia politica”, per il secondo “si rischia, se non si fa chiarezza, di perdere in credibilità e coerenza”. Presente anche il presidente dell’associazione culturale Apodiafazzi, Carmelo Nucera, per il quale due sono le inadempienze dell’ente provinciale: non si è costituita in giudizio per impugnare formalmente il decreto Monti sulla realizzazione della centrale e sulla questione della concessione cinquantennale del porto di Saline per la quale doveva essere un organo tecnico, come la Conferenza dei servizi, a dover decidere”.





