di Stefano Perri – Ancora un nulla di fatto per l’udienza sul fallimento dell’Atam. La questione è aggiornata al prossimo 19 giugno anche se, a questo punto, i presupposti per una risoluzione in positivo della lunga telenovela che ha coinvolto l’azienda cittadina di trasporti, ci sono tutti.
Una vicenda che si sarebbe potuta chiudere già oggi, visti i presupposti garantiti, in termini di sostenibilità finanziaria, da parte della Regione, soggetto che è il principale debitore nei confronti dell’Atam, e del Comune che è proprietario dell’Azienda, ma che invece è stata procrastinata di una settimana per consentire ai vertici dell’Azienda di definire l’accordo con sindacati e lavoratori circa il piano di ridimensionamento e di riduzione del costo relativo al personale.
Ed in effetti le osservazioni avanzate dal Pm Stefano Musolino si sono concentrate specificamente sull’ambito finanziario relativo alla forza lavoro. In particolare si richiede, come presupposto essenziale per il ritiro dell’istanza di fallimento, la presentazione di un dossier completo che analizzi in maniera dettagliata il trend finanziario degli ultimi tre anni sulle spese effettuate su dipendenti e dirigenti. Ed in più, per ciò che riguarda la dirigenza, l’Azienda avrà l’onere di esprimere un giudizio di merito specifico rispetto ai risultati ottenuti.
Ci sarà dunque una settimana di tempo per ottemperare alle ultime richieste avanzate per evitare il fallimento dell’Azienda di trasporti. Tra i passaggi fondamentali, che dovranno necessariamente essere compiuti nei prossimi giorni, l’accordo definitivo tra l’Azienda e i Sindacati, che partendo dal piano già predisposto nelle scorse settimane, dovranno presentare un accordo sottoscritto dalle parti che punti alla drastica riduzione dei costi per il personale.





