La scorsa settimana abbiamo lanciato il nostro grido di allarme, ma purtroppo è rimasto, come troppo spesso accade, inascoltato.
Il Consiglio Regionale si troverà a votare la proposta di un assestamento di bilancio che non prevede nulla per le politiche sociali. A fronte di un assestamento che al netto delle “economie vincolate” rimette in gioco per “la parte discrezionale” del Consiglio, quasi 150 milioni di euro, nulla è previsto per le politiche sociali, nonostante ci fosse stato garantito, in più occasioni, che si sarebbe fatto fronte a colmare il buco che, per i servizi socio-sanitari (quota sociale) e socio-assistenziali si assesta intorno ai 30 milioni di euro.
Ma la cosa che maggiormente indigna e che in questa manovra sono rimessi in gioco circa 27,5 milioni delle ormai famigerate operazioni di “finanza derivata”, risorse che ci era stato garantito sarebbero servite, perlomeno in parte, a finanziare le politiche sociali.
Ed invece nulla di tutto ciò, in una Regione come la Calabria dove la povertà è in costante aumento, dove centinaia di famiglie si trovano in condizioni di grave disagio, dove assistiamo quotidianamente alla morte sociale di migliaia di persone, anziani, disabili, tossicodipendenti, minori, un’intera umanità messa ai margini e tradita dalla miopia di una politica inaccettabile. Persone ridotte a numeri, private dei diritti più elementari e della loro stessa dignità.
Ebbene in questa regione, emblema nazionale di povertà e disagio, vengono puntualmente trovate le risorse per turismo (?), forestazione, funzionamento del Consiglio Regionale (28 mil. di euro!), trasporti, ma nulla si riesce a trovare per offrire risposte adeguate a chi è in difficoltà.
Nulla, neanche i 5 milioni di euro che lo scorso anno sono stati sottratti, con il gioco delle tre carte, dalla L.R. 19 (che prevede interventi sociali nei grossi agglomerati urbani) per coprire il buco di LSU e LPU. Quando allora denunciammo la gravità di tale atto, che rischiava di dare il via ad una lotta tra poveri, ci è stato risposto (ennesima promessa) che facevamo falsi allarmismi e che i 5 milioni sarebbero stati immediatamente rimessi con altre risorse. Era il 13 novembre 2013, oggi a giugno 2014 possiamo dire, con profondo sconforto, che avevamo ragione! Altro che allarmismi.
E’ bene ricordare che la Calabria è per distacco il fanalino di coda in Italia per risorse pro capite spese nelle politiche sociali. Nella nostra regione si spendono infatti meno di 27 euro pro capite contro una media nazionale di oltre 100 euro.
Avevamo sperato che, dopo la denuncia della scorsa settimana, ci sarebbe stato un ripensamento, atto perlomeno a dare un segnale di interesse. Purtroppo non ci risulta che la proposta di assestamento sia stata in alcun modo rimodulata.
Ed allora non ci resta che ribadire il nostro invito chiaro ad ogni singolo Consigliere Regionale, di ogni schieramento, di astenersi in coscienza dal votare un assestamento di bilancio che non affronti in modo serio la questione delle politiche sociali.
Invitiamo tutti i Consiglieri Regionali che davvero hanno a cuore le sorti di questa terra, a non votare l’ennesimo schiaffo ai cittadini più deboli e fragili ed alle organizzazioni del Terzo Settore.
Vedremo cosa succederà, sperando di non dovere assistere all’ennesima drammatica ingiustizia.
Il Portavoce Regionale
Gianni Pensabene
Il Portavoce Provinciale Reggio Calabria
Luciano Squillaci




