di Angela Panzera – Si chiude in Appello con un’assoluzione, la conferma della condanna per il principale imputato e con alcuni sconti di pena il processo con rito abbreviato scaturito dalle operazioni “Reggio Nord-Lancio”. Dopo alcune ore di consiglio la Corte d’Appello reggina, Gaeta presidente, ha confermato la condanna a 8 anni inflitta in primo grado a Domenico Viglianisi che secondo l’ipotesi accusatoria era affiliato al clan e autore di una lettera dai contenuti estorsivi inviata ai gestori del “Limoneto”, la discoteca che l’imprenditore Pasquale Rappoccio, oggetto di un altro processo, avrebbe acquisito per conto della cosca Condello. I giudici di secondo grado hanno invece disposto lievi riduzioni delle pene comminate per Massimiliano Rechichi, che passa da 4 anni e 8 mesi a 4 anni e 6 mesi, mentre più sostanziosa è la riduzione incassata da Giuseppe Barillà, condannato a 3 anni e 10 mesi a fronte dei 4 anni e 4 mesi rimediati in primo grado. Passa da 3 a 2 anni, 2 mesi e 20 giorni di condanna Bernardo Vittorio Pedullà, mentre per Margherita Tegano, compagna dell’ex super latitante Domenico Condello, i giudici hanno stabilito una condanna a 3 anni e 4 mesi di carcere rispetto ai 4 anni inflitti precedentemente. Stessa cosa per Mariangela Amato, ritenuta dagli inquirenti una delle fondamentali fiancheggiatrici che per anni hanno consentito a “micu u pacciu” di sottrarsi alla giustizia. Unico assolto Pasquale Richichi che in primo grado aveva rimediato 3 anni di carcere. Lo scorso due aprile il sostituto procuratore generale Adriana Fimiani, aveva invocato la conferma delle condanne inflitte precedentemente dal gup reggino. Con l’ operazione “Reggio Nord-Lancio”, messa a segno dalla Direzione Distrettuale Antimafia reggina, gli inquirenti avrebbero ricostruito sia gli interessi economici del clan Condello e la rete di professionisti e imprenditori che per anni hanno consentito alla cosca di continuare nei propri interessi illeciti, sia la rete di protezione di Domenico Condello, cugino del superboss Pasquale, arrestato anche lui dopo una ultradecennale latitanza.





