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Messina, medicina nucleare, modernità e tecnologia: inaugurato il nuovo reparto

24 Giugno 2014
in CITTA, Messina
Tempo di lettura: 3 minuti
0
Messina, Endometriosi e dolore pelvico cronico: cultura e informazione

È stata inaugurata oggi pomeriggio la nuova Medicina Nucleare dell’AOU G. Martino.
Il reparto, diretto dal prof. Sergio Baldari, si articola adesso lungo un percorso strutturale che ha mutato radicalmente volto e che risponde a tutte le logiche più stringenti di una medicina nucleare moderna.
Una realtà in cui ogni giorno si eseguono indagini fondamentali (scintigrafie) e per le quali vi è una elevata richiesta da parte degli utenti.
La ristrutturazione è stata finanziata con fondi Po Fesr (circa € 1.500.000 IVA compresa) e con risorse aziendali per le attività complementari (circa € 250.000 Iva compresa).
La ditta che ha eseguito i lavori è la Gaema SRL, direttore dei lavori il geometra Natale De Luca. Responsabile unico del procedimento Ing. Alessandro Caltagirone.

Una rivisitazione, quella attuata, che valorizza la qualità sul fronte impiantistico, ma che soprattutto è in linea con tutte le norme di buona preparazione dei radiofarmaci in medicina nucleare.
Aspetto, quest’ultimo, sul quale è stata posta grande attenzione e che rappresenta una delle novità più importanti di questa nuova “veste”; non a caso, infatti, è stata prevista l’implementazione di personale specializzato con l’assunzione di radiofarmacisti.
La cella di manipolazione dei radiofarmaci è supportata da un software che garantisce la tracciabilità di tutte le fasi di preparazione e somministrazione, garantendo la sterilità del prodotto finale; inoltre sul fronte della diagnostica delle immagini tutto il reparto è connesso con il sistema di gestione integrato aziendale Ris Pacs.
La camera calda, in cui viene preparato il radiofarmaco, ha annessi locali filtro a pressione differenziata ed è stata predisposta per rispondere in modo scrupoloso alle norme di GMP ( good manufacturing practice); essa è dotata di appositi sistemi per trasferire il prodotto con un canale diretto dalla zona di preparazione a quella di somministrazione. È qui – in una sala d’attesa confortevole – che il paziente aspetta che il farmaco venga metabolizzato prima di essere trasferito in una delle quattro sale diagnostiche ( tutte dotate di porte a chiusura automatizzata), per poi concludere il percorso uscendo da un’area specifica lontana da quella di ingresso.

I pazienti una volta entrati seguono una strada ad “U” che consente loro di transitare attraverso le varie zone per step, conducendoli in modo obbligato attraverso tutti i passaggi che la procedura diagnostica impone. Un percorso separato da quello del personale che, invece, conta su linee di accesso predeterminate, con zone filtro in ingresso e in uscita a garanzia della sicurezza degli operatori e della loro radioprotezione. A fare da guida all’interno dell’unità operativa è anche un “semaforo figurato”; i locali sono stati infatti differenziati per colore: verde giallo e rosso per identificare subito se ci si trova nella zona libera (verde), sorvegliata ( gialla) o controllata ( rossa).

Alle dotazioni tecnologiche già presenti ( tre gamma camera) si aggiunge adesso anche una gamma camera a piccolo campo che sarà utilizzata per la diagnostica pediatrica e per le patologie della tiroide. Le informazioni diagnostiche risultano di particolare importanza anche nella valutazione pre e post terapia radiometabolica, effettuata nella stessa U.O.C. presso il reparto di degenza protetta allocato al IV piano dello stesso padiglione e dotato di 4 posti letto.
Particolare cura è stata posta alla privacy del paziente e all’accoglienza: nelle sale d’attesa sono stati installati diversi monitor, mentre nelle aree diagnostiche il soffitto è dotato di un sistema luminoso di pannelli colorati, studiati ad hoc per riprodurre l’immagine del cielo, così da ricreare un ambiente più accogliente e sereno anche durante l’esecuzione dell’esame.
In questi mesi in cui il reparto è stato in ristrutturazione la continuità assistenziale è stata garantita grazie ad una apposita convenzione tra l’AOU e l’AOR Papardo Piemonte. Il personale dell’UOC del policlinico universitario è stato comunque sempre in prima linea per assicurare nello stesso modo – seppur in un altro luogo – servizi e professionalità.

Tags: medicina nuclearepoliclinico
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