• Lotta alle mafie, monsignor Galantino: ”Si vince con un nuovo stile di vita”

    “La nostra terra è stata toccata dalla grazia. Ma per essere conseguenti, e far in modo che le parole del Santo Padre non restino solo un’eco di cronaca o il ricordo di una giornata bella per quanto faticosa, occorre interiorizza e farne il cardine di un nuovo stile di vita”. Monsignor Nunzio Galantino, vescovo della diocesi di Cassano allo Jonio e segretario generale della Cei, commenta così in una nota la visita di papa Francesco, che sabato nella Piana di Sibari ha detto che i mafiosi sono scomunicati. “Alle parole del Santo Padre ed al suo invito ‘ad adorare Dio che è amore e che in Gesù Cristo ha dato se stesso’ – prosegue Galantino – deve seguire l’impegno teso a creare le condizioni reali perché ai nostri giovani non sia più rubata la speranza”. “Con la sua visita dedicata agli ultimi, aqli emarginati, ai sofferenti e con l’esortazione rivolta alla Chiesa perché frequenti sempre di più i crocicchi delle strade e si apra ai deboli ed agli esclusi, papa Francesco ha tolto ogni alibi a noi, talvolta cristiani ‘part time’, e ai professioni del bene comune – dice ancora il vescovo di Cassano allo Jonio – si possono cambiare le cose solo se prima si cambia se stessi”. “Perché tutto questo possa avverarsi – aggiunge mons. Galantino – è indispensabile che l’esperienza religiosa non sia un dopolavoro, ma appartenga alla vita ed alla progettualità di ognuno di noi. Deve essere una parte di noi. Papa Francesco con coraggio ha indicato l’orizzonte al quale tendere: adesso lo st3esso coraggio e lo stesso sacrificio sono richiesti ai sacerdoti, ai laici ed a quanti, specie in ambito istituzionale e politico, detengono le chiavi del futuro del Meridione. Ma il futuro si costruisce or! Liberiamo lo spirito e le straordinarie energie, talvolta imprigionate, che caratterizzano la nostra terra”. (ANSA)

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