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    L’avvocato Massimo Canale condannato in sede civile: 20mila euro per aver offeso il magistrato Adornato

    La Corte d’Appello  di Catanzaro ha condannato l‘avvocato  reggino Massimo Canale, e noto esponente del  Partito Democratico calabrese, al risarcimento del danno per aver offeso gravatemene il magistrato Giuseppe Adornato. I giudici lo hanno condannato al pagamento di 20mila euro per il risarcimento del danno e al pagamento di 6mila e 500 euro per le spese processuali. Pur essendo stato archiviato il procedimento penale per il reato di ingiuria aggravata, i giudici civili hanno comunque ritenuto di condannarlo al risarcimento del danno conseguente al reato. In primo grado Canale fu condannato al pagamento della somma di 30mila euro. I fatti risalgono a quando Giuseppe Adornato, pubblico ministero  presso la Procura della Repubblica di Palmi, fu chiamato a ricoprire l’incarico di assessore esterno all’urbanistica nella Giunta dell’ex sindaco reggino Giuseppe Scopelliti. Una nomina che alimentò diverse polemiche soprattutto fra gli schieramenti di opposizione. In particolare, secondo quanto riportato nella sentenza d’Appello, nel corso dell’adunanza consiliare del 29 marzo 2003, Canale, consigliere di minoranza, alla presenza dell’Adornato, nella qualità di assessore della Giunta, di 35 consiglieri e di 13 assessori, pare abbia affermato che “esistevano due procedimenti disciplinari nei suoi confronti (nei confronti del magistrato Adornato, ndr)  e che questa notizia era stata appresa dal Professore Giorgio Spangher, presidente della prima commissione del Consiglio Superiore della Magistratura”.  Già nella sentenza di primo grado il Tribunale di Catanzaro scrisse che “il dottore Adornato non ha mai subito procedimenti disciplinari, come documentalmente provato”  e quindi anche per la Corte d’Appello la notizia riferita in Consiglio Comunale da Massimo Canale è falsa. “Ora è indubbio – scrivono i giudici d’Appello – che la falsa attribuzione di due procedimenti disciplinari integra di per sé l’elemento materiale del reato ingiuria”. Ingiuria che, pur non costituendo un reato penale, ha comunque portato ad un cospicuo risarcimento in sede civile.

    Angela Panzera