di Angela Panzera – Omicidio guardia giurata Luigi Rende. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo emessa nei confronti di Carmine Macrì.
L’uomo già nel gennaio del 2011 era stato ritenuto responsabile del delitto in cui perse la vita Luigi Rende, ucciso il primo agosto del 2007 in via Ecce Homo, nel corso di un tentativo di rapina a un furgone portavalori compiuto da un commando composto da otto persone.
Carmine Macrì fu arrestato, dopo un periodo di latitanza, dai Carabinieri reggini il 3 febbraio del 2009. L’uomo è stato scovato in un rifugio nelle campagne di Cardeto.
Con la sentenza odierna, regge quindi l’impianto accusatorio del pm reggino Carmela Squicciarini che all’epoca condusse le indagini sul delitto.
In sede di requisitoria il magistrato dichiarò che sarebbe stato proprio Macrì a sparare il colpo che ferì in modo letale Luigi Rende.
Nel marzo del 2011 la Corte d’Assise d’Appello condannò all’ergastolo gli altri componenti del Commando, ossia Giovanbattista Familiari, Santo Familiari, Giuseppe Papalia, Giuseppe Francesco Gullì e Marco Marino.
Vent’anni, invece, furono comminati a Domenicantonio Papalia. Con questa sentenza definitiva il cerchio appare sempre più chiuso. La famiglia Rende su questo fronte ha avuto giustizia.
La famiglia, assistita dall’avvocato Giulia Dieni, privata così presto di un figlio, di un fratello, di un marito e soprattutto per la piccola Sharon che aveva appena un anno e mezzo quando le fu ucciso il papà, è stata resa giustizia.






