STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
mercoledì, Aprile 22, 2026
strill.it
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI
No Result
View All Result
strill.it
No Result
View All Result
Home CITTA

Emiliano Giardina: “Il dna non indica delle responsabilità ma indica delle presenze”

21 Giugno 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 3 minuti
0
Emiliano Giardina: “Il dna non indica delle responsabilità ma indica delle presenze”

di Domenico Grillone – “Bisogna avere il coraggio di dire che quella traccia biologica è rilasciata da quella persona, con certezza. Poi, se quella persona possa in futuro dimostrare la motivazione per la quale è stata accertata la presenza della traccia è un altro discorso. Ma la traccia biologica al cento per cento appartiene a quella persona. Spero che da questa triste vicenda si possa trarre l’insegnamento che bisogna favorire la prova scientifica con ogni mezzo ed affiancarla ad ogni costo all’investigazione tradizionale”.
Ad esprimersi così è il professore Emiliano Giardina, direttore del laboratorio di genetica forense dell’Università di Roma Tor Vergata e consulente tecnico della Procura di Bergamo. Ma soprattutto il biologo che per primo ha identificato nel figlio illegittimo di Giuseppe Guerinoni il presunto killer di Yara Gambirasio. Ospite ieri al convegno nazionale dell’Ordine dei Biologi, svoltosi nella sala Monteleone di palazzo Campanella sul tema “La Biologia Forense nel processo civile e penale”, l’esperto, a margine dell’incontro, ha approfondito alcuni aspetti di un vero e proprio giallo, quello della ragazzina di 13 anni scomparsa il 26 novembre del 2010 da Brembate Sopra, in provincia di Bergamo ed il cui cadavere fu ritrovato alcuni mesi dopo in un campo incolto, a una decina di chilometri dalla sua abitazione. Un caso che, proprio grazie all’evoluzione delle tecniche di biologia forense, sembra sia stato risolto. “In questa indagine – ci tiene a dire il professore Giardina – hanno avuto un ruolo prioritario tanti professionisti come i Carabinieri del Ris, la Polizia scientifica di Roma, il laboratorio che io dirigo dell’Università di Tor Vergata e altri laboratori universitari. Noi abbiamo formulato l’ipotesi del figlio illegittimo di Guerinoni che poi è risultata una ipotesi corretta, giusta. Un risultato che rappresenta l’evoluzione scientifica della biologia forense e dell’analisi biostatistica”. Ma Giardina prima di continuare evidenzia un aspetto, quello personale che ha coinvolto le storie intime di diverse persone. “Mi preme sottolineare innanzitutto che effettivamente mi è dispiaciuto il fatto di aver dovuto formulare questa ipotesi del figlio illegittimo per arrivare alla verità. Adesso bisognerebbe lasciare in pace queste persone perché la privacy deve essere garantita e perché le loro storie familiari non devono entrare nella centrifuga mediatica”. Sull’esito del test del dna il professore non ha dubbi. “Credo che questo sia un elemento importante, il dna diviene prova se supera l’esame del dibattimento. Il dna in se non è una prova ma lo diventa in giudizio, in tribunale”. Il professore fa una breve pausa e spiega meglio il suo concetto. “Il dna non indica delle responsabilità ma indica delle presenze. Allora dobbiamo contestualizzare questa traccia e dire: questa traccia è biologica, non potrebbe stare dove è stata trovata se questo signore non avesse fatto quello che noi pensiamo abbia fatto”. Nessun dubbio sul fatto che nell’ambito della prova scientifica nel processo penale la biologia occupa un ruolo prioritario. “Questo perché – aggiunge Giardina – attraverso la biologia ed in particolar modo quella molecolare è possibile identificare le tracce biologiche, caratterizzarle, attribuirle a persone con certezza. Dobbiamo, attraverso la biologia migliorare a capire la natura della traccia, se è sangue, liquido seminale, saliva o cellule epiteliali. Attraverso la biologia dobbiamo cercare di capire quando una traccia è stata depositata. Ancora non si riesce a stabilirlo ma dobbiamo cercare di arrivarci. Il progresso della scienza nel processo penale secondo me sarà indissolubilmente legato al percorso e al progresso della biologia nel panorama scientifico nazionale ed internazionale”. “Il futuro? E’ dietro l’angolo – conclude l’esperto biologo – Ogni giorno si scoprono cose nuove e si fanno passi in avanti. Per questo motivo abbiamo istituito la scuola permanente di biologia forense che consentirà a tutti di aggiornarsi acquisendo competenze elevate. Perché non può esserci futuro se non c’è un aggiornamento delle competenze”.

Post precedente

Catanzaro, M5S presenta al Comune istanza per l’applicazione della norma ”affitti d’oro”

Post successivo

Brancaleone (RC), solidarietà al comandante dell’Arma a cui hanno bruciato la moto

Post successivo

Brancaleone (RC), solidarietà al comandante dell'Arma a cui hanno bruciato la moto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Associazione Culturale “Urba“
Via Crisafi 17a – 89100 Reggio Calabria
P.I. 02376000804 – Strill.it – Reg. Trib. Rc n° 07/06

seguici

Info sul sito

  • Home
  • Contatti
  • Politica cookie

Per la tua pubblicità

  • Inserzioni e sponsorizzazioni
  • Mappa ADV

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it

No Result
View All Result
  • HOME
  • CALABRIA
  • SUD
  • ITALIA
  • PUBLIREDAZIONALE
  • CONTATTI

© 2026 STRILL.IT fondato nel 2006 da Raffaele Mortelliti e Giusva Branca | Direttore Raffaele Mortelliti
Made with ❤ muscaridesign.it