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    Rende, M5S: “No Metro: un vecchio progetto di una vecchia politica”

    Per il M5S Rende sarà un nuovo scandalo, l’Expo del sud. Venerdì conferenza stampa con Barbanti.

    Venerdì mattina alle 10 a Rende, al Punto d’Incontro a via della Resistenza 186, si terrà una conferenza stampa con il nostro portavoce alla Camera Sebastiano Barbanti e il nostro candidato a sindaco Domenico Miceli per spiegare le ragioni del M5S sul No Metro.

    Ci ritentano. I partiti politici non riescono a rinunciare all’ultima occasione per fare una grande abbuffata di soldi pubblici, prima che il Movimento 5 Stelle li mandi tutti a casa. E così hanno rivolto il loro appetito famelico verso i 160 milioni della metropolitana leggera Cosenza-Rende, che i partiti vorranno gestire alla loro solita maniera: occupazione delle poltrone, consigli di amministrazione e consulenti strapagati, gestione partitica del denaro pubblico, interessi privati e becero clientelismo.

    In questi giorni abbiamo visto schierarsi a favore della metropolitana Principe e i fratelli Gentile, vecchi amici, uniti nel sostenere questo progetto inutile, dannoso, sovradimensionato, un’opera voluta esclusivamente per gli interessi di pochi e contro gli interessi dei cittadini, un’opera vecchia, una soluzione tecnologica obsoleta, voluta unicamente dai soliti dinosauri della politica rendese e cosentina . E così Principe, burattinaio del candidato a sindaco Verre a Rende, pochi giorni fa lodava l’opera, proprio mentre uno dei due fratelli Gentile (che a Rende hanno come marionetta candidato a sindaco l’avvocato Manna), assessore ai lavori pubblici della Regione, pubblicava nuovamente il bando per la realizzazione della metropolitana, andato deserto sei mesi fa.

    E sono tanti i motivi per cui il Movimento 5 Stelle di Rende è contrario alla realizzazione di quest’opera, a cominciare dalla previsioni economiche totalmente sbagliate. E’ immaginata, infatti, un’utenza di 40mila unità al giorno ed un flusso di circa 2.500 passeggeri l’ora nella tratta più carica (ed è già una previsione che ci lascia decisamente perplessi, perché nettamente sovrastimata). Ma un progetto del genere trova giustificazione solo per livelli di domanda dell’ordine di 100-200mila passeggeri al giorno e per flussi orari di 5.000-10.000 passeggeri. Per avere un’opera che possa mantenersi economicamente l’area interessata dovrebbe avere 300-400mila abitanti mentre l’intera area urbana di Cosenza arriva a 120mila unità. Il costo di gestione preventivato è nell’ordine di 3 milioni di euro annui. Da questi dati si può facilmente intuire che, pur se i 160 milioni iniziali potrebbero essere forniti interamente dalla Comunità Europea, il mantenimento di quest’opera faraonica aggraverebbe in pochissimi anni i conti già disastrati del nostro comune, non avendo il progetto la possibilità di auto sostenersi con il ricavo dei biglietti.

    Ma è totalmente sbagliato anche il percorso proposto per la metropolitana, che a Cosenza farebbe ripiombare nell’isolamento via Popilia e a Rende sventrerebbe le due arterie principali, SS 19 e SS 19 bis, con un elemento infrastrutturale rigido, le rotaie in ferro, che opererebbe un taglio profondo nel tessuto urbano. Dell’esperienza di altre città va fatto tesoro: a Messina, una città di 280 mila abitanti, come a Salerno e a Cagliari, c’è stato un aumento vertiginoso della tassazione per far fronte alle spese ed il fallimento delle società che gestivano la metropolitana urbana. A Messina, in particolare, la realizzazione di un progetto simile, oltre a svuotare le casse del Comune, ha prodotto danni ingenti nel tessuto urbano, facendo perdere a interi quartieri la loro stessa identità. E se ricordiamo ancora che sempre a Messina, ma anche a Firenze, ci sono voluti circa 5 anni per costruire una analoga linea di soli 7 km, quanto tempo ci vorrà in una regione come la Calabria per completare i 19,3 km previsti? La domanda diventa fondamentale visto che l’Europa pretende che l’opera sia completata entro il 2015, in un solo anno e mezzo. E così, come già fatto notare a settembre 2013 tramite un’interrogazione parlamentare dei nostri portavoce del M5S, il rischio è che la procedura, avviata con grave ritardo dalla Regione Calabria, potrebbe comportare il mancato rispetto delle norme comunitarie, provocando il mancato riconoscimento delle spese sostenute con conseguente disimpegno dei fondi e l’obbligo di restituzione da parte dell’Italia all’Unione Europea.

    Ma ancora fortissimi dubbi ci sono venuti dalla gestione di questo nuovo bando regionale per la progettazione esecutiva e la realizzazione della metropolitana Cosenza-Rende. Non abbiamo potuto fare a meno di notare, infatti, che mentre la competenza del vecchio bando era della Stazione Unica Appaltante, presieduta dal generale di Corpo d’Armata dei Carabinieri Antonio Rizzo, il responsabile di questa nuova procedura è diventato invece l’Ing. Capristo, un dirigente esterno, cioè non vincitore di concorso ma nominato dalla politica, di cui è stato facile ricavare informazioni molto preoccupanti. Sul suo conto sono stati sollevati vari dubbi per l’annullamento di un bando sull’edilizia sociale, 155 milioni di euro di finanziamenti destinati a creare 4mila alloggi sociali di edilizia residenziale da offrire in locazione o proprietà a soggetti appartenenti a particolari categorie sociali disagiate. L’ingegnere stesso era il progettista di una ditta esclusa nel primo bando annullato e, casualmente, prima classificata nel nuovo bando e beneficiaria così di uno degli interventi più appetibili tra quelli finanziati.

    Alla luce di tutti gli elementi che abbiamo evidenziato siamo convinti che il mega progetto possa rappresentare un boomerang pronto a colpire l’Area Urbana, le casse dei Comuni interessati, pregiudicando – infine – l’assetto urbanistico dell’hinterland. Crediamo, soprattutto, che la gestione partitica abbia già fatto danni ingenti e non più sopportabili da noi cittadini e che sia necessario un cambiamento profondo nel modo di amministrare i soldi pubblici. Bisogna consultare i cittadini coinvolgendoli nelle decisioni che non devono mai più essere solo subite, e noi ci opporremo in tutti i modi a questa ennesima opera inutile e disastrosa sotto molti punti e che ci sembra possa diventare abbastanza simile al recente scandalo Expo, con le ruberie e gli imbrogli che tutti ormai conosciamo ad opera del partito unico.

    Siamo assolutamente convinti che, soprattutto in questo caso, si possano adottare soluzioni meno costose e più efficaci, puntando su un sistema di mobilità sostenibile di ultima generazione meno invasivo, meno dispendioso e sicuramente più gradito alla popolazione, almeno quanto lo scampato pericolo dell’ennesimo spreco di risorse.

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