Una relazione non corrisposta. Che nasce, probabilmente, nella mente poco lucida di un uomo di sessant’anni. E che si trasforma in breve tempo in una persecuzione vera e propria, sfociata poi nella violenza sessuale perpetrata nei confronti di una donna poco più che trentenne, affetta da ritardo cognitivo.
Una storia triste, di ordinario degrado morale, a cui ha messo fine, proprio ieri con l’arresto di Domenico Tirinato, l’attività investigativa del personale della Squadra Mobile di Reggio Calabria guidata da Gennaro Semeraro, e coordinata dalla Procura reggina che ha emesso, con i sostituti procuratori Gullo e Tenaglia, la misura restrittiva a carico del sessantenne.
Su di lui ora pendono le accuse di atti persecutori violenza sessuale, sequestro di persona e violenza privata nei confronti di P.A., queste le iniziali della giovane trentunenne, come detto affetta da ritardo cognitivo.
Nel fornire i dettagli della delicata vicenda, lo stesso Semeraro si dice rattristato ma soddisfatto dell’attività investigativa portata avanti dalla Sezione Reati contro la persona in danno di minori e sessuali.
Indagini che, come spiegato dal commissario Gianluca Rapisarda, Dirigente della terza sezione della Squadra Mobile, hanno avuto origine dalle segnalazioni pervenute in Questura rispetto a presunte molestie sessuali poste in essere da Tirinato. Proprio per questo Rapisarda ha inteso elogiare i cittadini che hanno segnalato la vicenda rendendosi conto della situazione scabrosa che si stava consumando ai danni della vittima. Proprio perché è dai dettagli forniti, che si è dato avvio all’attività investigativa che ha permesso di fare luce e giustizia su un vissuto di vessazioni fisiche e morali perpetrate da Tirinato, da diversi anni, nei confronti della giovane donna.
Teatro della vicenda il quartiere di Arghillà, dove P.A. affetta da un ritardo cognitivo che però le permette di gestire in qualche modo la sua vita privata, vive con la famiglia. La giovane donna, infatti, era solita uscire di casa anche da sola per sbrigare le più semplici faccende personali. Ed è proprio accorgendosi della presenza costante del sessantenne Tirinato ad ogni sua uscita, che i cittadini hanno capito che c’era qualcosa di strano. Quella presenza sospetta, infatti, per come accertato anche dagli inquirenti, è diventata nel tempo asfissiante. Tramutandosi in atti persecutori, con telefonate continue e messaggi minacciosi, e finanche pedinamenti. Gesti insistenti che hanno provocato non poche conseguenze nello stato d’animo della giovane trentunenne che ha vissuto un lungo periodo in preda a pericolosi stati d’ansia, culminati anche nel tentativo di un estremo gesto autolesionistico. Ma Tirinato è andato dritto nel suo disegno perverso fino a condurre la vittima in una casa risultata essere nelle sue disponibilità, all’interno della quale ha consumato la violenza sessuale.
Una sola volta. Magra consolazione per familiari e inquirenti, alla fine soddisfatti per aver messo fine ad una triste storia.
Domanico Tirinato, al termine delle formalità di rito, è stato condotto nella locale Casa circondariale a disposizione dell’autorità giudiziaria.
cl.la.





