“Il malato immaginario” di Moliere torna a Reggio Calabria con una veste del tutto nuova. Rappresentato, infatti, sul palcoscenico del Teatro Loreto, in “dialiano”, nuova forma di linguaggio coniata dal gruppo reggino che comprende l’80% di madre lingua ed il 20% di “intromissioni” vernacolari. Un’ora e trenta minuti di esilaranti scene interpretate con disinvoltura dagli attori del Gruppo Artistico Blu Sky, il grande classico disegna senza deludere gli archetipi di umanità svelando vizi e virtù dell’essere umano, tutto calato in un ambiente linguistico nuovo che non ha diminuito la sagacia e l’umorismo che caratterizzano l’opera. Il protagonista, Peppe Piromalli, ha retto con abilità l’impalcatura della storia, inserendo nel contesto, ai margini di ogni battuta, tocchi di colore, trovate geniali, “tinte” e “rafforzate” da frasi tipicamente vernacolari ma comprensibili a tutti, e che hanno reso il suo personaggio riconoscibile immediatamente. Accanto a lui Angela Costantino, Mariella Fonte, Mimmo Raffa, Giuseppe Pino, Carmelo Nucera, Angela Albanese e Marco Carnà, tutti generosamente capaci di proporsi e armati di entusiasmo e di evidente amore per la recitazione e per il teatro. Un tocco di cultura, un pizzico di volontà, una ventata d’entusiasmo, una lunga preparazione alle spalle hanno reso possibili tre serate d’entusiasmo, esilaranti e divertenti, per quel pubblico di “Malati Immaginari “alla odierna ricerca disperata di una “cura”.






