Il 2 aprile scorso l’Associazione per la neonatologia ERACLE ha compiuto tre anni e li ha festeggiati con l’Assemblea dei soci che ha confermato l’impegno nei confronti dei piccoli nati prematuri e delle loro famiglie, rinnovando anche le cariche sociali.
Il Presidente uscente, Damiana Falcone ha ripercorso le fasi più importanti dell’esperienza associativa, nata su richiesta dello stesso reparto di neonatologia, e proseguita in stretta sinergia con tutto il personale sanitario, oggi coordinato dal Primario Dott. Nino Rossi con cui continua la collaborazione già iniziata con i suoi predecessori.
Durante l’assemblea, nonostante il bilancio positivo registrato dalla presenza dell’associazione, è emersa la situazione di sofferenza del reparto, riscontrata soprattutto nei mesi scorsi a causa della carenza di personale.
Per dare un’idea concreta della problematica è stato fatto presente come – a fronte del raddoppio delle nascite presso gli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria, conseguente alla chiusura di numerosi punti nascita della Provincia, nonché della Terapia Intensiva Neonatale di Locri – il personale si sia contratto notevolmente dal 2008 ad oggi: i medici sono passati da 15 a 11 unità, gli infermieri da 37 a 34, una carenza gravissima se si considera che il reparto di Neonatologia gestisce le emergenze neonatali alla stessa stregua di un reparto di rianimazione. La totale carenza di ausiliari, che in passato erano presenti nel numero di 2 unità, va ad aggravare ulteriormente il compito degli infermieri.
La crisi della Sanità, con i tagli imposti dal piano di rientro, sta ponendo quindi in seria difficoltà anche il reparto di Neonatologia, dove sono stati disattesi i buoni propositi manifestati, proprio alla nascita dell’associazione, da parte dell’Azienda Ospedaliera reggina, che aveva annunciato la ristrutturazione del reparto e la creazione delle single family room in sostituzione dell’open-space attuale.
Tale situazione rischia di mettere in pericolo la piena realizzazione di quanto sancito dalla Carta dei diritti del bambino prematuro, punto di riferimento legislativo per tutti coloro che hanno a cuore i piccoli della neonatologia.
Eracle continua, dunque, anche attraverso la denuncia delle criticità, il suo impegno di sensibilizzazione, che già negli anni scorsi è stato portato avanti con la consapevolezza che la neonatologia è patrimonio di tutti i cittadini ed il reparto di Reggio deve poter mantenere gli standard di efficienza che lo hanno sempre caratterizzato.
Il nuovo direttivo, con Antonio Melasi (Presidente), Cristina Ambrogio (Vice Presidente), Loredana Elia (Segretaria), Arturo Callegari (Tesoriere) e i Consiglieri Pina Timpani, Claudia Laghi, Giovanna Cordì, Nicola Santostefano, Filomena Gennarini, Sonya Gemelli, Teresa Amato, ha già tracciato le prime linee programmatiche e nominato quali delegati con specifici compiti Sonya Gemelli per il coordinamento del servizio di volontariato, Fabio Amodeo per l’organizzazione degli eventi, Nino Latella per la logistica, Nicola Santostefano per la consulenza legale, Luigi Amato per il found raising e Damiana Falcone per la comunicazione.
Particolare attenzione, anche nel triennio in corso, sarà dedicato all’aggiornamento scientifico, sul solco della collaborazione avviata con esperti di fama internazionale quali il Prof. Gherardo Rapisardi e la Dott.ssa Adrienne Davidson, relatori al corso di alta formazione sull’approccio Brazelton che ha visto la partecipazione di personale sanitario proveniente dalla Sicilia e dalla Calabria.
E la presenza dei volontari in reparto, unitamente al supporto delle psicologhe della psichiatria, sostegno indispensabile soprattutto nelle situazioni di maggiore emergenza, rimane il cuore dell’impegno di ERACLE. La condivisione del vissuto con i genitori dei piccoli ricoverati si è dimostrata preziosa fonte di energia positiva e aiuto concreto soprattutto nei casi di maggiore difficoltà. La “Casa di Eracle”, per l’accoglienza dei genitori residenti fuori città, resta il sogno da realizzare, mentre al momento l’ospitalità viene offerta grazie alla disponibilità e alle donazioni private.




