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Reggio, i senatori del NCD benedicono la Corte e invocano un ‘’dialogo serio e obiettivo per la città’’

19 Maggio 2014
in CITTA, Reggio Calabria
Tempo di lettura: 2 minuti
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Reggio, i senatori del NCD benedicono la Corte e invocano un ‘’dialogo serio e obiettivo per la città’’

‘’Reggio non è una rarità, né tantomeno un’eccezione. E questo lo dice la sentenza della Corte dei Conti’’. La città ha scongiurato il pericolo derivante dalla dichiarazione di dissesto, e se qualcuno non se fosse accorto in questi giorni di polemiche e veleni, pensa a (ri)darne notizia il Nuovo Centro Destra. Schierando nella sede di Galleria Caminiti la ‘’terna senatoriale’’, composta da Nico D’Acola, Giovanni Bilardi e Antonio Caridi.
E quella dei tre esponenti alfaniani, per loro stessa ammissione, vuole essere una conferenza stampa informativa. Per comunicare ai cittadini che il pericolo del dissesto, con il carico di pressione fiscale aggiuntiva che avrebbe portato, è stato scongiurato e che quindi, per dirla con D’Ascola: ‘’E’ chiaro che le finanze degli enti locali hanno un collegamento con la degenerazione sociale, ma non c’è spazio per la speculazione politica di parte, perché obiettività e serietà impongono alla città di rallegrarsi’’. Indipendentemente dal colore politico di ognuno.
D’altra parte, per il senatore D’Ascola, quella dei giudici contabili è una ‘’decisione dimostrativa’’ di come la situazione finanziaria e contabile del Comune reggino fosse ‘’ortodossa’’, e siccome la Corte ‘’decide a prescindere dai colori politici che guidano il Comune’’ (che d’altra parte in questo momento non ne ha), è arrivato il momento ‘’di riscoprire l’orgoglio e l’interesse di essere cittadini della stessa città’’. Da qui la ‘’sfida retorica’’ lanciata da D’Ascola: ‘’Portatemi un Bilancio di un Comune che sia in attivo’’.
L’intenzione di non alimentare polemiche s’infrange però inevitabilmente quando si entra nel dettaglio delle cose. D’Ascola si dice convinto che ‘’i costi sostenuti dagli enti e in certa misura dallo Stato sono stati costi politici voluti negli anni da una certa sinistra che ha inteso scaricare sul pubblico il costo dei servizi, alla ricerca di una certa redistribuzione del reddito. In alcune zone del paese i Comuni hanno dovuto svolgere una funzione che altrove è esercitata dai privati e in alcuni casi dallo Stato. Che qui è stato latitante, costringendo l’ente territoriale a svolgere attività tipiche di un imprenditore privato’’.
Poi, Caridi, nel rassicurare tutti che l’interesse del NCD è esclusivamente rivolto ai cittadini butta lì un concetto che riprende uno dei temi caldi in città: ‘’Oggi abbiamo un dato chiaro, la sentenza della Corte ha evitato il dissesto, eppure molti dirigenti erano addirittura contro il ricorso, anche per motivazioni politiche’’.
Può essere, fa notare qualcuno, ma il ‘’buco’’ rimane. Sul punto si incarica di rispondere il senatore Bilardi per il quale occorre ‘’essere onesti con noi stessi e guardare come negli ultimi dieci anni la città sia cambiata in meglio. E poi – aggiunge – quello che voi chiamate buco non è dipeso solo da sperpero di denaro’’. Così, tanto Caridi quanto Bilardi, invitano ‘’guardare avanti e non al passato’’ perché adesso bisogna mettere attorno ad un tavolo le ‘’forze sane’’ della città e cominciare a dialogare. Soprattutto, aggiunge Caridi, ‘’per quelle risorse importanti per la città che non sono state né utilizzate né discusse. Con i commissari dobbiamo e vogliamo dialogare su questo’’.
Proprio sul nodo del commissariamento conclude D’Ascola: ‘’Si è criticato non i commissari, ma una legge che va necessariamente modificata, almeno sotto due profili. Intanto manca un serio contraddittorio con la Commissione d’accesso che stila la sua relazione; e poi non è prevista nella procedura un’entità giudicante. Abbiamo detto che la gestione commissariale è una gestione burocratica che non deve dare conto all’elettorato, ma non c’è stata mai un’accusa nei confronti di un singolo o determinato atto’’.

cl.la.

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