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    Reggio, i 5 Stelle chiudono la campagna per le Europee: ”Serve una rivoluzione culturale”

    Il Movimento 5 Stelle chiude a Reggio Calabria la campagna elettorale per la tornata delle europee. Sul palco allestito a piazza Camagna, oltre la candidata Laura Ferrara, anche gli attivisti parlamentari Dalila Nesci, Federica Dieni, Nicola Morra e Paolo Parentela. Un drappello che nell’ultimo mese ha girato la Calabria in lungo e in largo per presentare il programma e chiedere ai cittadini il mandato per costituire per la prima volta una rappresentanza dei pentastellati in seno al Parlamento Europeo.

    Sul palco volano subito accuse pesanti. ”Facciamo nomi e cognomi – dicono  i militanti del Movimento – Scopelliti continua a mettere la faccia sui manifesti abusivi, abusivi come é stato lui al Comune e alla Regione. Questa città prima profumava, adesso puzza di spazzatura”. Poi ancora le critiche feroci a Renzi e a Berlusconi, la legge sul conflitto di interessi che i partiti ”non la vogliono proprio fare, perchè hanno interessi palesi”, ma anche la legge elettorale che – dicono i grillini – ”abbiamo denunciato perché favoriva solo i partiti più grandi e adesso che il primo partito siamo noi è stata affossata al Senato”.

    Riferimenti anche a temi locali come la variante di Cannitello o la crisi delle ex officine Omeca. Frecciate pesanti sull’Expo e attacchi alla Rai, accusata di essere collusa con il sistema partitico. ”Verranno a prometterci qualsiasi cosa per il nostro voto – dicono i ”cittadini” dal palco – forse un lavoro o un lampione di fronte casa. Ma questi sono diritti, non sono favori. Noi favori non ne vogliamo”.

    Poi il consueto resoconto sulle attività parlamentari. ”In Parlamento ci prendevano in giro per gli scontrini – dicono i parlamentari 5 stelle – perché non avevano nessuna altra arma per attaccarci. Ci dicevano che siamo solo un movimento di protesta. Ma oggi possiamo dire che siamo stati sempre coerenti. A dirlo sono gli atti parlamentari che abbiamo presentato”.

    E poi ancora specificamente sui temi europei: ”noi non siamo contro l’Europa,  anzi siamo più europeisti di quelli che si dichiarano tali. Sul gruppo europeo non abbiamo ancora deciso, vedremo chi sarà eletto e poi decideremo con chi allearci, scegliendo tra gli altri movimenti antisistema”.

    A chiosare la kermesse l’intervento della candidata calabrese al parlamento europeo Laura Ferrara. ”La nostra deve essere una rivoluzione culturale – dice tra gli applausi di piazza Camagna – ne sono sicura, questa volta vinciamo noi”