Di seguito nota della Cisl FP: Ferve da qualche giorno il dibattito politico e sociale sullo stato di salute dell’Ospedale Spoke di Locri. Il quesito da risolvere oggi è come mai il fiore all’occhiello della Sanità Locridea sia costretto a chiedere aiuto, il “bastione” che garantiva serenità e salute ad un intero comprensorio e non solo, sia profondamente malato, il gioiello tecnologico di qualche tempo addietro sia obsoleto, spoglio e costretto a subire i segni del tempo senza ricevere quella linfa necessaria al mantenimento del ruolo che ha sempre saputo esercitare?
Un Nosocomio che ha bisogno di urgenti e non più differibili interventi strutturali, reiteratamente annunciati ed addirittura già finanziati e mai realizzati. Sarebbero stati stanziati per l’Ospedale di Locri ben quattordici milioni di euro ma nonostante l’elaborazione di vari progetti di ristrutturazione e rinnovamento dell’immobile, le proposte di modifiche, adeguamenti e perfino i montaggi di impalcature che hanno soltanto ostacolato la fruizione di alcune zone per poi essere rimosse senza alcun apporto e senza alcuna spiegazione accettabile, la scena che si presenta oggi ai cittadini è quella di una struttura fatiscente e poco funzionale.
Anche la risorsa umana ha bisogno di essere rinnovata ed integrata (i fatti degli ultimi giorni provano inappellabilmente questa esigenza). Gli operatori sanitari sono spesso talmente oberati dall’eccessivo carico di lavoro che non sempre riescono a rispondere alla richiesta di aiuto e di cure che viene dalle corsie dell’ Ospedale o dal Pronto Soccorso.
Troppo spesso all’impossibilità dell’operatore sanitario di fornire immediate risposte alla richiesta di salute corrispondono forme di reazione da parte dei pazienti e dei relativi familiari che mettono in discussione lunghi anni di faticoso e sacrificante lavoro dedicato alla cura e all’assistenza del prossimo.
Serve tutela, tutti i giorni medici ed infermieri si recano al lavoro come se andassero in guerra (visto i rischi a cui sono esposti) per far fronte ai “vuoti” che il Sistema Sanitario non riesce a colmare, a rispondere e tante volte a subire le conseguenze del mancato filtro che ancora esiste tra la necessità di cure e le mura dell’Ospedale di Locri.
E tutti i giorni la gente della Locride rivendica il sacrosanto diritto alla tutela della salute, senza ricevere adeguate risposte.
Un circolo vizioso che deve essere interrotto, innanzitutto intervenendo sulla dotazione organica, che deve essere comprensiva di tutte le figure professionali necessarie.
Bisogna creare quelle condizioni organizzative ed ambientali essenziali ad una efficiente ed ottimale erogazione della salute nella locride. Condizioni che limiterebbero la costante fuga di talenti e di capitale umano dal territorio verso altri confini.
Serve, soprattutto, rafforzare la rete territoriale, potenziando le sue componenti di base, specialistiche, di residenzialità e domiciliarità, anche mediante la riqualificazione organizzativa del Distretto e l’effettivo avvio e funzionamento della Casa della Salute di Siderno. Vanno introdotte politiche di prevenzione, istituendo più strutture ad Hoc sul territorio, preservando dai ricoveri inappropriati i Reparti del Nosocomio di Locri e rendendo disponibili i posti letto per le effettive e indifferibili necessità.
L’Ospedale Spoke di Locri rappresenta la più “grossa” realtà di tutta l’ASP di Reggio Calabria ed è stato progressivamente spogliato di tutte quelle figure e risorse indispensabili per il suo efficiente funzionamento.
Ma non serve piangersi addosso, basta parlare ancora di un accorpamento che forse sarebbe stato meglio non realizzare, di una politica assente, di tutto quello che distrae dalla realtà che vede oggi una sola Sanità Provinciale.
Bisogna intervenire e pretendere che l’ASP acquisisca la capacità di reagire e tirare fuori tutte le positività di una unione di strutture, di dotazioni e soprattutto di intenti, prodigandosi per fornire le rapide ed efficaci risposte che i residenti si aspettano e che al momento non hanno.
La CISL Funzione Pubblica di Reggio Calabria non ha mai smesso e mai smetterà di intervenire ed incidere con tutele, risposte, proposte, utili ad incamminare l’ASP di Reggio Calabria verso un’unica direzione: la rottura di tutte le barriere culturali che tengono sotto scacco il Sistema Sanitario locale, a partire dalla “rimozione” di una mentalità che impedisce di trasformare le attuali contrapposizioni in sinergismi.
Il Segretario Aziendale Ospedale Locri Il Segretario Provinciale
Bruno Pelle Giuseppe Rubino
Il Segretario Generale
Luciana Giordano




