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    Europee, Perna (Lista Tsipras): ”Spostare l’asse da Berlino al Mediterraneo”

    ”Bisogna partire dalla città metropolitana dello Stretto e creare un ponte diretto con Bruxelles. Se sarò eletto dedicherò buona parte dell’indennità a creare un centro nell’aera dello Stretto per intercettare i fondi europei e dare lavoro qualificato ai nostri giovani, saltando la burocrazia regionale e nazionale”. E’ la proposta lanciata dal Professore Tonino Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Messina e candidato alle elezioni europee nella Lista L’Altra Europa con Tsipras.

    La sua è una proposta tutta incentrata sull’idea di un’Europa protesa verso il Mediterraneo. ”Se vogliamo salvare il sud – dice Perna – dobbiamo allearci con i nostri cugini degli altri Paesi dell’area mediterranea, per spostare l’asse da Berlino al Mediterraneo”.

    ”Mentre in altri paesi si parla tranquillamente di economia in ambito europeo – prosegue Perna – solo qui si discute di italia e di una corsa tutta interna. Molti aspetti che riguardano l’europa non sono neanche conosciuti dalla gente. Mi preoccupa il livello culturale dell’italiano medio in questo momento, non legge, non si informa, insegue solamente i tweets. Si è voluto spostare di proposito il dibattito su temi tutti interni, perché quelli europei svelerebbero le contraddizioni”.

    Tra le proposte di Perna anche il decentramento di alcuni uffici europei, soprattutto per i temi più caldi del sud Europa e del Meridione d’Italia. ”L’Europa per essere percepita dai cittadini dovrebbe decentrare un po’ di uffici. Cominciamo a dire ad esempio che Frontex, nata a Varsavia ai tempi del muro di Berlino, dovrebbe essere spostata a sud, nel Mediterraneo, perché è qui che si è spostato il centro delle migrazioni. Come fanno da Varsavia ad occuparsi dei problemi del Mediterraneo se non conoscono realmente il problema?  Sull’immigrazione bisognerebbe fare quello che dice Papa Francesco. Intanto creare un cordone umanitario per donne e bambini. E poi affrontare il problema nel contesto europeo”.

    Altro tema, quello della legislazione internazionale per il contrasto alla criminalità organizzata. ”Sulla lotta alla criminalità c’è da dire che noi abbiamo l’organizzazione più potente al mondo, soprattutto sui traffici di droga. Gli uffici di Bruxelles dell’antidroga e quelli dell’ONU che stanno a Vienna e a Strasburgo – spiega Perna – potrebbero trasferirsi in parte sul luogo dove nasce il problema. L’Europa dovrebbe essere percepita anche fisicamente dai cittadini, non per creare carrozzoni, ma avere punti decisionali che siano più vicini al territorio”.

    ”Non si capisce – conclude – come l’Europa che ha tanti paesi che si affacciano sul mediteraneo sia invece tutta incentrata sull’asse Strasburgo – Bruxelles – Berlino”.