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    Cosenza, Sanità: stop trattativa sindacati medici e ospedale

    Nel recente incontro in Prefettura tra una delegazione dell’intersindacale dei medici ospedalieri e il Direttore generale dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza – incontro sollecitato al Prefetto dagli stessi rappresentanti delle sigle sindacali, per le mancate assunzioni del personale medico e le gravi criticità del nosocomio casentino – il Direttore generale Paolo Maria Gangemi ha manifestato al Prefetto la sua impotenza a mantenere fede agli impegni assunti con i sindacati il 23 gennaio scorso assieme all’allora presidente della Giunta Regionale, Scopelliti. Lo rendono noto i sindacati dei medici. “Tali impegni – è scritto in una nota – erano stati ribaditi anche in un successivo incontro con lo stesso Prefetto allorquando l’Azienda aveva presentato un programma di assunzione per 42 persone. Preso atto della reiterata esternazione di “avere le mani legate” fatta dal direttore generale, le organizzazioni sindacali hanno deciso di interrompere ogni trattativa con l’Azienda, fino a quando non ci sarà l’incontro, richiesto dal Prefetto, tra i subcommissari per il piano di rientro regionale, il direttore Gangemi e gli stessi sindacati. Secondo i sindacati, il direttore generale, data la situazione di estrema drammaticità in cui versa l’Ospedale, avrebbe dovuto e potuto garantire l’assunzione di personale medico e paramedico mediante determinazioni straordinarie al fine di garantire i livelli minimi di assistenza (i cosiddetti Lea) e la sicurezza ai cittadini e agli operatori, così come hanno fatto altri direttori generali di Aziende calabresi senza trovare opposizione da parte della struttura commissariale”. “Con la decisione – prosegue la nota – di interrompere ogni trattativa con l’Azienda, i medici intendono sottolineare e ricordare che la responsabilità di garantire adeguati livelli di assistenza attiene esclusivamente alla Direzione Strategica aziendale, e non intendono essere coinvolti in quello che potrebbe sfociare in un disastro annunciato visto che il perdurare di questa situazione, nonostante gli sforzi e la dedizione del personale, inevitabilmente peggiorerà la qualità dell’assistenza ai cittadini che si rivolgeranno all’ospedale”. (ANSA)