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    Agenzia delle Dogane, Abramo: "Decisione dettata da buon senso e dalla legge"

    Catanzaro, uffici penitenziari: Abramo diffida il ministero

    La sede del Provveditorato regionale dell’Amministrazione penitenziaria deve rimanere a Catanzaro.

    La difesa delle prerogative del Capoluogo calabrese sono affidate a una diffida formale che l’area legale di Palazzo De Nobili, diretta da Saverio Molica, su input del sindaco Sergio Abramo, ha inviato al ministro della Giustizia, on. Andrea Orlando, e al Provveditore regionale dell’Amministrazione penitenziaria, dott. Salvatore Acerra.

    Nel documento è contenuta l’intimazione a non adottare “qualsivoglia provvedimento che possa determinare lo spostamento dell’ufficio regionale del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Calabria dalla sede di Catanzaro. Con ogni più ampia riserva di azione a tutela degli interessi dell’Ente, ivi compresa quella di danni, nelle sedi che più si riterranno opportune”.

    La comunicazione, che fa seguito alle due differenti lettere inviate dal primo cittadino nel mese di aprile, ripercorre tutte le proposte avanzate al Provveditorato dall’Amministrazione comunale e ribadisce, ancora una volta, come le ragioni del Capoluogo siano rafforzate dalla “legge 395/90 art. 32 preveda che siano istituiti i provveditorati regionali dell’amministrazioni penitenziaria e che la sede calabrese sia individuata a Catanzaro”.

    Per scongiurare la paventata possibilità di un trasferimento, giustificata da esigenze di contenimento della spesa, il Comune ha fornito più soluzioni, mettendo a disposizione “i locali di via San Brunone di Colonia (già sede del Consorzio universitario), di considerevole metratura (circa 1000 metri quadrati), nonché la somma per la ristrutturazione di tale area (circa 300mila euro). Somma derivante da un contenzioso in cui l’Amministrazione penitenziaria è debitrice del Comune di Catanzaro”.

    Palazzo De Nobili ha ricordato, inoltre, di aver garantito un’ulteriore opzione per effettuare il trasferimento del Provveditorato “nell’ufficio denominato L1 e posto all’interno dell’area demaniale dell’Istituto penale minorile di Catanzaro. Con la più ampia disponibilità per le fasi progettuali, considerato che l’edificio era stato già oggetto di progettazione esecutiva curata dai tecnici del provveditorato alle opere pubbliche”. In aggiunta è sottolineata, nella missiva del Comune, la possibilità “di trasferire tali uffici nella Casa circondariale di Siano, dove si potrebbero utilizzare i tre alloggi, di circa 160 metri quadri ciascuno, che insistono su una corte esterna di circa 5mila metri quadri, nonché un paio dei cinque piani da 626 metri quadri ciascuno che compongono la Caserma Agenti. Tanto – si legge – al fine di realizzare sia la Caserma Agenti che l’ufficio di Esecuzione Penale esterna di Catanzaro e, quindi, gli uffici del Provveditorato dell’Amministrazione penitenziaria della Calabria”.

    Tutto ciò comporterebbe “un costo nettamente inferiore a quanto previsto per l’adeguamento della Casa circondariale di Lamezia Terme per la quale, fermo restando i vincoli storici della Soprintendenza, sarebbe necessaria una cifra di circa 300mila euro da aggiungere ai 600mila già spesi per la riqualificazione del complesso alle normative relative agli istituti penitenziari”.