Una denuncia sociale contro la violenza femminile. E’ quello che vuole significare l’opera scultorea “Drappo rosso” dell’artista Mariella Costa, che da domenica arricchisce il nuovo spazio d’arte dell’associazione “Karol Wojtyla” in località Buda di Catanzaro. E, d’altronde, la stessa giornata di presentazione è per davvero tutta in rosa: il tema dell’opera è donna, l’artista è donna, le critiche sono donne. Donne che parlano di altre donne, insomma.
Mariella Costa, senza aver fatto studi di arte, com’è stato già da altri detto, riesce a rendere morbida la pietra, ed arriva, così a sperimentare una particolare sintesi tra pittura e scultura. “Nella mia arte –dice la Costa-, cerco la sintesi piuttosto che le forme opulenti. Vado alla ricerca, di forme semplici, preistoriche, ancestrali che si avvicinano molto all’esperienza colombiana e africana. ‘Drappo rosso’ la dedico alla mie figlie, con l’augurio che non abbiano mai da trovarsi in situazioni di violenze”. In effetti, come sottolinea la pedagogista Gesuita Anna Pugliese, è importante riflettere sulla violenza di genere, in quanto si tratta di “un fenomeno sommerso, ma sempre più dilagante, specialmente in Calabria”.
La nuova opera di Mariella Costa è scandagliata dalla giornalista Teresa Lara Pugliese, critica d’arte e di cinema, nonché giurata dell’ultima edizione del Festival del Cinema di Venezia, e dall’artista Rosa Spina, pioniera in Italia della Fiber Art, corrente di avanguardia nata negli Stati Uniti intorno agli anni Sessanta. Per Pugliese, l’opera di Costa deve essere letta prendendo in considerazione il materiale, la forma ed il colore: “Già il fatto di essere realizzata in calcestruzzo –afferma-, dice molto del passato dell’artista che per anni ha gestito un’azienda di famiglia che lavorava il cemento. La forma, invece richiama quella dei totem, che di per sé oltre ad essere un insieme di volti sono caratterizzati da una certa instabilità. Il bianco e nero dei blocchi di calcestruzzo e dei volti vogliono rappresentare l’oscurità della violenza; il rosso del drappo rimanda invece al sangue che è vita, ma anche morte”. Spina, sottolinea, poi, come “l’artista crea del nuovo. Un artista si deve distinguere; deve andare alla ricerca un suo modo personale di espressività. E così’ Mariella Costa ha un’arte che la distingue dagli altri ben incastonata nel nostro tempo, che il tempo della libertà di pensiero e di comunicazione”.
Un’analisi che vede d’accordo anche il noto artista Luigi Verrino, secondo il quale “nell’arte di Costa c’è forza e c’è pensamento”.
Promotore dell’evento è il giornalista Arcangelo Pugliese, che ha ideato lo spazio d’arte dell’associazione Wojtyla perché ritiene che siano “gli scultori, gli artisti, i poeti, gli scrittori a dare lustro alla società, pure in un periodo in cui l’agorà è diventata, purtroppo, il centro commerciale”.





