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    “Ambientiamoci”, II° atto a Monasterace (RC): ”Salviamo il drago di Kaulon”

    Dopo essere riusciti a portare centinaia di cittadini, imprese e associazioni a Serra San Bruno a marzo scorso, per difendere il bosco dell’Archiforo, il blog Ereticamente.it e Orme nel Parco ci riprovano. Il secondo atto di Ambientiamoci, l’iniziativa che intende diffondere tra i calabresi la consapevolezza delle risorse ambientali, storiche e culturali che possiedono, si svolgerà a Monasterace Marina, nell’area archeologica dell’antica Kaulon. Qui il 23 luglio 2013 l’archeologo Francesco Cuteri e la sua equipe scoprirono uno dei mosaici più grandi mai rinvenuti del periodo ellenistico della fine del IV secolo avanti cristo, che ricopre un’area di circa 35 metri quadrati. Tra le rovine di quella che doveva essere una struttura termale vennero alla luce, su quel mosaico, un delfino e un drago simile ad un altro ritrovato negli anni ’60 sempre nella stessa area.
    Un drago dal colore rosso sulle zanne e l’ampia cresta di spine che percorre in lungo il suo dorso. La simbologia è chiara: rosso belligerante di Marte, Dio della Guerra, rosso come monito per scacciare i nemici e proteggere il luogo in cui è solita radunarsi la famiglia e rosso come il fuoco che scalda i focolari delle case.
    Il drago e tutta l’area archeologica – afferma Massimiliano Capalbo, presidente di Orme nel Parco – si trovano a pochi metri dal mare che ogni inverno avanza inesorabilmente divorando la duna che li separa, se a questo aggiungiamo l’ignavia e la latitanza della politica che non è più in grado da tempo di riconoscere le ricchezze su cui bisognerebbe puntare per creare prosperità e sviluppo in questa regione, abbiamo spiegato perché abbiamo scelto di accendere i riflettori su questo sito. Chi gestisce l’area non ha neanche i soldi per effettuarne la pulizia, con l’arrivo della primavera è ricoperta di erba e difficilmente praticabile anche per i turisti più temerari. Quest’area archeologica, come tante altre in Calabria, potrebbe dare lavoro a tantissime persone e invece versa in una situazione indegna per un Paese che continua ad atteggiarsi a potenza europea. Alle chiacchiere contrapponiamo i fatti, se lo Stato non rende fruibile e non mette in sicurezza l’area ci pensano i cittadini”.
    Sabato 14 giugno, infatti, tutti i calabresi che tengono a cuore il patrimonio storico-architettonico della regione sono invitati a scoprire il Drago. L’appuntamento è per le ore 9.30 presso il Museo Archeologico di Monasterace Marina. Qui, i partecipanti, coordinati e guidati dal personale del Museo Archeologico, collaboreranno nella pulizia delle aree circostanti gli scavi. Chiunque volesse contribuire fattivamente è invitato a partecipare munito di guanti, contenitori e attrezzi da giardinaggio e quant’altro possa servire per ridare splendore al sito. Al termine della giornata l’archeologo Francesco Cuteri e la sua equipe racconteranno ai partecipanti la storia di quest’area e si tireranno le conclusioni.
    Probabilmente questa sarà l’ultima estate in cui i calabresi e tutti gli appassionati di storia potranno ammirare questa meraviglia – dichiara Nuccio Cantelmi di Ereticamente – se non si interviene subito per metterla in sicurezza. Qualche soldo è stato stanziato ma la burocrazia e la lentezza delle procedure giocano a sfavore. Occorre accendere i riflettori su questo tesoro. Ancora una volta ci sentiamo chiamati in causa come eredi di una storia e di un patrimonio unico al mondo. Saremo ancora una volta cittadinanza attiva che coopera a fianco delle istituzioni (spesso lasciate sole e senza i necessari mezzi) per la salvaguardia di un tesoro tutto nostrano. Ammireremo la bellezza del Drago che punta verso il mare quasi a voler fuggire da una realtà di abbandono culturale e civile”.
    Il parco archeologico di Kaulon, si legge su Ereticamente.it, è l’emblema della nostra terra: bellissima e devastata, millenaria e fragile, piena di memoria e di oblio. Associazioni e cittadini sono invitati a questa nuova incursione eretica. Ciascuno porti la sua curiosità, il suo amore per la Calabria e la sua speranza per un tempo migliore. Speriamo, soprattutto, vi siano molti giovani e bambini: a loro consegneremo una porzione di questo scrigno chiamato Calabria”.