
ultimi tempi, hanno fatto alzare l’asticella dell’attenzione in una rinnovata esclation criminale cittadina.
Proprio nella rete tesa dall’ufficio Volanti della Questura di Reggio Calabria, guidato da Giuseppe Giliberti, sono finiti la notte scorsa tre soggetti, una donna classe ’89 e due uomini classe ’73 e ’78) già noti alle forze dell’ordine, sorpresi in via Ravagnese inferiore nel mentre erano intenti a compiere un furto aggravato in un circolo ricreativo. Nottetempo, intorno alle ore 2, le volanti in servizio in quel territorio hanno infatti notato il classico ‘’palo’’ che stava attendendo gli altri due soggetti che nel frattempo avevano forzato la saracinesca del locale e la porta d’ingresso dello stesso. Agli stessi, arrestati in flagranza di reato, è stata sequestrata anche l’auto, all’interno della quale sono stati rinvenuti anche gli attrezzi utili a perpetrare lo scasso.
I tre, reggini e disoccupati, apparentemente slegati dagli ambienti criminali stranieri, si sono giustificati col personale delle volanti con la classica frase ‘’non abbiamo di che mangiare’’, ma gli agenti non si sono fatti intenerire dalle tesi dei tre soggetti che sono stati giudicati in tarda mattinata con il rito direttissimo.
L’appello della Questura
L’occasione degli arresti è prò servita a Giliberti per ribadire come su impulso del Questore Guido Longo, già a partire dallo scorso fine settimana sono stati intensificati i servizi di controllo del territorio. Controlli che vengono svolti periodicamente e che sono diretti ad aumentare il senso della cosidetta ‘’sicurezza percepita’’ dal cittadino, attraverso il contrasto di particolari forme di reato.
In questo quadro, la sinergica attività messa in campo dal personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico e del Reparto prevenzione crimine di Siderno con 12 pattuglie a presidiare il territorio, sono stati controllate 650 persone, oltre 200 veicoli, ritirate 13 patenti e contestate diverse infrazioni al codice della strada.
Lo stesso Giliberti ha però voluto chiarire che ‘’la sicurezza non può prescindere dalla collaborazione del cittadino’’, sostenendo così quel concetto di ‘’sicurezza partecipata’’ che dovrebbe stare alla base di una sorta di azione congiunta a salvaguardia dei diritti reali e personali. ‘’Si ritiene fondamentale – è il ragionamento di Giliberti – che tra gli abitanti di uno stesso quartiere si instauri un principio di mutua collaborazione e che qualora venissero notate situazioni anomale o comportamenti sospetti si informino tempestivamente le Forze dell’ordine’’. Un’accortezza che produrrebbe due risultati: da una parte l’arresto in flagranza dei criminali e, in caso di furti, il recupero degli oggetti sottratti ai malcapitati cittadini.




