
“#storia#presente#provedifuturo”. E questo pomeriggio presso il Salone delle conferenze del Dipartimento di Giurisprudenza ed Economia, si è svolto il terzo incontro con il professore Giuseppe Zimbalatti che si è soffermato su “Il bosco, risorsa primaria per la Calabria”. Continua così quel percorso voluto dal club di territorio, come spiega il dottor Domenico Cappellano, che “si impegna nella valorizzazione del patrimonio storico, artistico, ambientale della città e della sua provincia e dà il proprio contributo per migliorarne i servizi e l’offerta turistica”.
Tornando al tema dell’incontro, Zimbalatti, professore ordinario di “Meccanizzazione Agricola e Forestale” presso la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi “Mediterranea”di Reggio Calabria in veste anche di Dirigente Generale dell’Assessorato Agricoltura, Foreste e Forestazione Regione Calabria, fa partire la sua lezione dagli aspetti morfologici e geologici tracciando anche sinteticamente la tradizione storica della Calabria “regione particolarmente vocata per l’attività forestale e la conservazione di nicchie ecologiche, biotopi arborei d’importanza fitogeografica e botanica”.
“La Calabria è una Regione forestale e i nostri boschi purtroppo, sono stati nel tempo abbastanza trascurati, non considerati per il loro inestimabile valore – afferma il professore Zimbalatti – Ringrazio il Touring Club per aver inserito tra i temi anche quello della foresta e forestazione in Calabria e dato la possibilità di fare un excursus sui boschi ai quali, da sempre, sono riconosciute funzioni specifiche di protezione, produzione e igienico – ricreative che variano la loro importanza nel tempo e nello spazio. Ad oggi – continua il docente universitario – molte cose sono state fatte ma tante altre devono essere portate a termine. Ad esempio, la Calabria era una delle Regioni italiane a non avere una sua legge forestale che oggi ha e questo è un buon punto di partenza. Ma il nostro è un ecosistema da conservare, valorizzare e riprodurre in ragione del fatto che i boschi per esplicare la funzione primaria di protezione contro le calamità naturali ed essere usati razionalmente a fini produttivi, vanno gestiti in modo nuovo, diligentemente curati come beni d’interesse pubblico”.
Un breve accenno anche ad un fenomeno che compromette l’esistenza o la stabilità di questi habitat, gli incendi boschivi. La Calabria secondo quanto riportato nell’art.2 del Regolamento CEE n. 2158/1992 Protezione delle foreste contro gli incendi, è considerata Regione ad alto rischio di incendi boschivi.
“Tra il 2000 e il 2006, sono stati censiti 7.889 incendi per una superficie totale di 71.908 ettari di cui 36.564 rappresentate da aree boscate – continua il professore Zimbalatti – Purtroppo, gli incendi boschivi affliggono la nostra Regione soprattutto nel periodo estivo e a questo fenomeno si aggiungono i tagli illegali. Grazie al lavoro di repressione del Corpo forestale dello Stato e della Regione Calabria, questi due fattori di distruzione e di alterazione degli ecosistemi forestali sono stati contenuti. E’ necessario valorizzare le nostre risorse utilizzando l’associazionismo e l’aggregazione tra gli imprenditori e puntare alla qualificazione. I boschi calabresi non hanno una propria certificazione, quindi si deve assolutamente avviare un percorso di certificazione forestale incentrato su criteri etici – ambientali”.




