
del primo piano dell’istituto scolastico. Ma non avevano fatto i conti col personale dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (Upgsp) che al termine di un movimentato servizio di controllo li ha arrestati in flagranza di reato per danneggiamento aggravato. Si tratta di due giovani reggini (G. P. e L. K.), entrambi classe ’85, pluripregiudicati e già noti alle forse dell’ordine per diversi reati, tra cui furti scippi e più in generale per i cosiddetti reati predatori.
Così gli agenti della Squadra Volanti, guidate da Giuseppe Giliberti, hanno messo fine (si spera) agli attentati, incendiari e non, che da diverso tempo agitavano le notti della zona gravitante attorno proprio a Piazzetta Unicef, già in passato teatro di diversi reati.
In particolare, la notte scorsa, intorno alle ore 2:45, la Questura era stata attenzionata da un cittadino qualunque che, telefonando al 113, ha segnalato una colonna di fumo senza però specificare il luogo del presunto incendio. Le Volanti in servizio dalle parti di Via Miceli hanno quindi notato le fiamme sprigionarsi dal cortile interno del ”Carducci – Da Feltre” di via Cannizzaro, notando contemporaneamente due individui darsi a precipitosa fuga.
I due giovani sono stati a lungo seguiti dal personale delle Volanti giunte sul posto dopo l’allarme, bloccando i due soggetti all’interno di un cortile condominiale, dove i due si erano nascosti dietro un’autovettura in sosta.
Dalla perquisizione personale effettuata sul posto, gli agenti hanno avuto le prove inequivocabili del coinvolgimento dei due giovani nell’incendio al ”Carducci – Da Feltre”. Indossa ad uno dei due veniva infatti rinvenuto un accendino; mentre appariva chiaro che dalle mani di uno dei due (G.P.) provenisse un forte odore di petrolio. La perquisizione di L. K. ha invece dato esito diverso, visto che nella tasca del giubbotto dello stesso, è stato trovato un involucro di plastica contenente 0,5 grammi di cannabis sativa.
Sul posto sono giunti anche i Vigili del fuoco (che hanno confermato l’origine dolosa degli incendi), impegnati a domare le fiamme appiccate anche a due bidoni per la raccolta differenziata che si trovavano sempre all’interno del cortile della scuola. Inoltre, lungo la facciata della scuola, gli agenti hanno potuto appurare come fossero state poste alla base delle finestre del primo piano, raggiungibili percorrendo un cornicione, ben 14 porzioni di diavolina, utilizzate come innesco per sprigionare nuovi focolai, prontamente spente con mezzi di fortuna. La Polizia Scientifica, poi, durante i suoi rilievi ha sequestrato due frammenti di diavolina per le relative analisi.
Solo in un secondo momento gli agenti, visionando il cellulare in possesso di G. P., ha potuto scoprire gli scatti fotografici che avevano immortalato L. K. appoggiato ad un palo di piazzetta Unicef con lo sfondo delle fiamme appiccate.
Vista la gravità del reato è stato avvisato il Procuratore di turno (Rosario Ferracane) che ha scelto di far giudicare i due giovani non per direttissima ma davanti al giudice delle indagini preliminari.
D’altra parte, la zona interessata, per come spiegato da Giliberti in conferenza stampa, è stata per diverso tempo sotto scacco di vandali e vagabondi, registrando diversi reati (non ultimi i continui danneggiamenti alla scuola). Adesso si dovrà capire che i due giovani arrestati in flagranza, siano gli stessi che hanno appiccato le fiamme in almeno altre due occasioni all’Istituto scolastico.
‘’La dinamica dei fatti e quanto attuato dai due giovani – ha sottolineato il capo delle Volanti – sono altamente significativi della personalità di entrambi i soggetti che, in sfregio a qualsiasi regola sociale e di convivenza civile, non hanno esitato ad appiccare il fuoco alle serrande. Mantenendo un atteggiamento irrispettoso dell’autorità e mostrando rispetto per il patrimonio pubblico’’. (cl.la.)




