
Non si muove nulla al Parco di Kaulon, la perla archeologica di Monasterace messa in pericolo nei mesi invernali dalle violente mareggiate che hanno colpito la costa jonica. L’antico tempio
è stato inserito nelle Giornate di Primavera del Fai in programma i prossimi 22 e 23 marzo. Ma i visitatori che nel fine settimana giungeranno nel sito archeologico di Monasterace si troveranno di fronte uno scenario esattamente identico a quello che alla fine dello scorso mese di gennaio scandalizzò l’Italia intera, scatenando una lunghissima sequela di dichiarazioni di indignazione da ogni parte politica e giungendo a scomodare perfino il Ministro dei Beni Culturali (oggi ex Ministro Massimo Bray) che telefonò tramite l’Assessore regionale alla Cultura Mario Caligiuri ai cittadini in presidio, promettendo un intervento immediato per la messa in sicurezza del sito.
Intento al quale si aggiunse immediatamente anche la Provincia di Reggio Calabria, che mise da subito a disposizione un fondo per rinforzare l’argine di fronte al sito e mettere in salvo il prezioso reperto.
L’impeto di indignazione scatenatasi anche grazie ai nostri articoli ed al tam tam sui social networks finì per innescare una vera e propria gara di solidarietà nei confronti del Parco. Gli Enti, dalla Provincia alla Regione, su fino al Ministero, si prodigarano immediatamente promettendo la messa in sicurezza e la riqualificazione del sito archeologico.
Ma ad oggi nulla di tutto questo è stato realizzato. Nonostante i giorni di mareggiata siano sempre più rari, andando incontro alla bella stagione, il sito è ancora in pericolo, esattamente come lo era due mesi fa.
Il Ministero dei Beni Culturali ha messo a disposizione 300 mila euro per la ristrutturazione del sito, la Provincia di Reggio Calabria altri 100 mila euro, che si aggiungono agli altri 50 mila già utilizzati per rinforzare l’argine marino realizzato l’anno scorso. La Regione Calabria ha stanziato ben 2 milioni e mezzo di euro, in un bando pubblicato pochi giorni fa e destinato alla messa in sicurezza della costa antistante l’area archeologica.
Ma per l’inizio dei lavori si dovranno attendere ancora mesi e intanto il parco archeologico, nonostante i toni scandalizzati della politica e le buone intenzioni dimostrate dagli Enti, rimane in pericolo. E se domattina il mare decidesse di arrabbiarsi nuovamente, invadendo definitivamente il sito, il rischio è che il tesoro custodito per millenni sulla costa calabra della Magna Graecia , vada perso per sempre tra le onde del Mar Jonio.




