
Esordisce così la nota dell’Usb, Unione sindacati di base, che annuncia un sit-in di protesta per il prossimo lunedì, sotto la sede del Consiglio Regionale della Calabria.
“Le solite trionfali dichiarazioni dei nostri amministratori sui fondi stanziati dal governo – prosegue la nota -, cozzano ancora una volta con la drammatica realtà di chi, sbattuto fuori dal mondo del lavoro, si vede costretto a dover “elemosinare” quanto gli spetta per legge.
Oltretutto, i 17 milioni assegnati alla Calabria, sono appena sufficienti a garantire qualche mensilità e, quindi, non risolvono in tutti i casi il problema.
In un momento di grande difficioltà come questo che stiamo vivendo, le istituzioni (quelle della regione Calabria, in particolare) dovrebbero farsi carico di gestire le emergenze, assicurando quel sostegno minimo necessario a mantenere le famiglie.
Per questi motivi, la USB, raccogliendo la rabbia di questi lavoratori, ha organizzato un sit-in sotto la presidenza del Consiglio regionale a Reggio Calabria, per il prossimo lunedì 17 febbraio alle ore 10,30, per sollecitare le istituzioni regionali, il Governatore e l’assessore competente, a provvedere con la massima urgenza alla distribuzione delle somme già stanziate e per l’individuazione delle nuove somme al fine di assicurare la regolarità dei pagamenti”.
E a manifestare per il proprio diritto al lavoro, nello stesso giorno, i lavoratori della Cooperativa COOSSEL unitamente alle OO.SS.: una parte dei dipendenti sarà in piazza, gli altri saranno al lavoro per garantire le prestazioni.
“Questi lavoratori – si legge in una nota dei sindacati -, ormai sfiancati da una situazione economica instabile e precaria, caratterizzata da un futuro incerto e dall’approssimarsi del fallimento della Cooperativa, scendono in campo per difendere i propri diritti al lavoro e al futuro.
Da parte dell’ASP di Reggio Calabria con il suo Commissario Francesco Sarica e il capo Dipartimento di Salute Mentale Michele Zoccali, un nulla di fatto dopo gli accordi presi e le garanzie ricevute nel tavolo di trattativa sindacale tenutosi il 25 Novembre 2013.
Un nulla di fatto che sta portando all’uccisione di una storia che dura 23 anni e che, nel corso di questi anni, ha dato risposte in termini di qualità del servizio e di assistenza a centinaia di soggetti disabili.
Perché – ed è questo ciò che vogliono sottolineare i lavoratori – il fallimento della COOSSEL fa venire meno non solo una realtà lavorativa ed economica che fornisce reddito a 43 dipendenti e alle loro famiglie ma, soprattutto, cancella un servizio legato a uno dei diritti fondamentali dell’essere umano: il diritto alla salute e a ricevere cure appropriate e adeguate.
Questo potrebbe essere l’ultimo atto di una vertenza che, dopo Lunedì, si sposterà dai tavoli di trattativa sindacale a quelli del Tribunale e della Giustizia Amministrativa.
Sarà pertanto la Magistratura giudiziaria e amministrativa a doversi pronunciare su quanto accaduto alla Coossel e al ruolo svolto dall’ASP, per mettere la parola fine a questa storia a tinte fosche”.




