
di Domenico Grillone – Si arriva ad aspettare tre, anche quattro minuti quando si chiama l’aeroporto Sant’Anna di Crotone. “Le linee sono occupate,
si prega di attendere per non perdere la priorità acquisita”. Quando poi qualcuno risponde si scopre che si, le linee sono occupate, ma di traffico, quello vero con aerei in arrivo e partenza, neanche l’ombra: per l’aeroporto “Pitagora” non sono previsti, infatti, voli almeno fino ad aprile prossimo.
Ma c’è chi giura che se ne parlerà a giugno, così come si legge nel sito web dell’aeroporto in cui già sono presenti i voli stagionali, dal 16 giugno al 12 settembre, per Bergamo e Torino effettuati dalla compagnia Trawel Fly. Insomma, uno scalo stagionale, confermato dai dati del traffico del Sant’Anna (fonte Assaeroporti) che indicano in 25.028 il numero dei passeggeri transitati al Pitagora nel 2013 (68,5 al giorno…). E con un balzo dell’83 per cento rispetto al 2012, anno in cui si presume, quindi, che di aerei se ne sono visti al Pitagora al massimo quanto le dita di una mano. Zero voli internazionali, solo 152 passeggeri riguardo l’aviazione generale (charter ed altri) ed un totale di 260 movimenti (decollo ed atterraggio).
Ma, dopo questi pochi desolanti dati, si scopre che in ogni caso l’aeroporto di Crotone ha un senso, cioè quello di garantire la continuità territoriale servendo la provincia di Crotone, la fascia ionica del basso Ionio cosentino e parte della provincia di Catanzaro. Ma si tratta sempre di una strana continuità territoriale, dal momento che la stessa viene garantita solo per qualche mese, costringendo il bacino di popolazione interessato a raggiungere l’aeroporto di Lamezia.
Ma le stranezze non finiscono qui. Perché il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Maurizio Lupi, nell’ambito del nuovo piano nazionale degli aeroporti, ha inserito Crotone nell’elenco dei 26 aeroporti di interesse nazionale. Siamo andati a leggere i requisiti per poter far parte di questo elenco. E sono due le condizioni per le quali gli aeroporti nazionali possono far parte di questo speciale elenco: la prima è che l’aeroporto deve essere in grado di «esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino, con una sostanziale specializzazione dello scalo e una riconoscibile vocazione dello stesso, funzionale al sistema aeroportuale di bacino che il Piano vuole incentivare (es. aeroporto focalizzato sul traffico leasure, aeroporto prevalentemente destinato al traffico merci, city airport, ecc.)».
Questa specializzazione dovrà essere dimostrata da un piano industriale da presentare entro tre mesi dall’approvazione del piano aeroportuale. La seconda condizione posta prevede che «l’aeroporto sia in grado di dimostrare il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario, anche a tendere, purché in un arco temporale ragionevole». E’ evidente, quindi, la scelta politica del ministro, dal momento che Crotone non soddisfa neanche lontanamente le due condizioni richieste. E’ chiaro anche l’obiettivo della Regione Calabria, cioè quello di fare del Sant’Anna un vero e proprio scalo aereo che si rispetti.
Ma sarà veramente dura, dal momento che sarà difficile per la società di gestione (a capitale pubblico i cui soci sono la Camera di Commercio di Crotone, Comune e Provincia di Crotone e Regione Calabria), mantenere un equilibrio finanziario per un aeroporto, al momento, fantasma e che registra la presenza di 32 dipendenti, alcuni dei quali in cassa integrazione. A questo si aggiunge il fatto che si sta ancora aspettando il decreto interministeriale per attivare il servizio Ats (Air traffic service), cioè i controllori di volo che dipendono direttamente dall’Enav. Nei mesi scorsi la compagnia Ryan air ha manifestato un certo interesse per lo scalo Pitagora, ma è costretta a restare al palo proprio perché ancora non è stata definito il problema dell’Ats. Alla fine di novembre scorso la vicepresidente della Regione Calabria, Antonella Stasi, crotonese doc, ha informato che il Ministero delle Infrastrutture ha completato l’iter istruttorio ed inviato il bando per gli oneri di servizio e tra qualche giorno sarà pubblicato su gazzetta europea.
Questo, secondo la vicepresidente, consentirà ad Alitalia o ad altre compagnie che parteciperanno, di poter usufruire di risorse importanti (quasi 5 milioni di euro) per garantire continuità territoriale per i cittadini crotonesi e di tutta la fascia ionica, con la presenza quotidiana di voli stabili. Altri 3 milioni e 200mila euro saranno utilizzati, conferenza stampa del Governatore Scopelliti del 22 ottobre 2013, per le strutture aeroportuali nell’ambito degli investimenti della Regione per gli aeroporti calabresi. Ma intanto l’aeroporto Pitagora continua a rimanere una cattedrale nel deserto. Buono solo per qualche esercitazione, come quella tenutasi il 28 Gennaio di quest’anno per verificare l’efficacia della macchina del piano di Emergenza. Insomma, la strada è veramente in salita per un aeroporto che continua a restare chiuso e con piani operativi che ancora non ‘decollano’.
Per la verità un buon motivo per credere in un suo sviluppo ci sarebbe, dal momento che Crotone registra un numero elevatissimo di posti letto, superiori di gran lunga a quelli di Reggio, e di numerosi insediamenti turistici. Tutto ciò potrebbe innestare un percorso virtuoso, così come si augura la politica calabrese, che potrebbe aggiungersi al normale traffico, sia pure modesto, che l’aeroporto ha registrato nel 2011. Ma al momento, il Sant’Anna, nonostante i buoni propositi, continua a restare l’aeroporto fantasma per eccellenza.




