Nel piano di riequilibrio del Comune di Reggio Calabria – rileva la Corte dei conti regionale – il disavanzo di amministrazione 2012
derivante dalla gestione dei residui è stato quantificato in euro 110.918.044,99, importo corrispondente a quello accertato successivamente con l’approvazione del rendiconto di gestione. Ma I giudici esprimono ‘’perplessità sull’attendibilità di tale quantificazione’’ che sorgono, ‘’oltre che avuto riguardo a quanto già accertato sul dato di provenienza relativo al 2010 (v. delibera n. 309/2012), in particolare dall’analisi dell’elenco dei residui attivi stralciati in occasione dell’approvazione del predetto rendiconto e dall’esame dell’indebitamento fuori bilancio’’.
Le difficoltà di riscossione delle entrate, sia in conto competenza sia in conto residui, hanno determinato nel corso del tempo un considerevole accumulo di residui attivi. Così come per i residui attivi di parte capitale, per i quali si rilevano modeste percentuali di incasso. Nel piano di riequilibrio la Commissione Straordinaria del Comune di Reggio Calabria ha attestato che “i dirigenti dei settori hanno provveduto ad effettuare la ricognizione straordinaria dei residui attivi e passivi” ed ha prodotto l’elenco delle determinazioni (n.17) che, a tal fine, sono state adottate nel mese di gennaio 2013. Il riaccertamento effettuato ha comportato lo stralcio di residui attivi per complessivi euro 100.911.729,76, importo che si rinviene nel conto del bilancio dell’esercizio 2012. Ma per i giudici contabili si tratta di un mero ‘’riaccertamento ordinario’’ cui è tenuto l’Ente ogni anno.
‘’Emerge dunque che il Comune, al di là di non aver formalmente eseguito il riaccertamento straordinario imposto dall’articolo 243 bis comma 8 lett. e), in sede di riaccertamento ordinario ha disatteso le previsioni di piano con riguardo allo stralcio di buona parte (euro 41.224.340,93) dei residui attivi vetusti, con particolare riguardo per quelli del titolo III (senza che l’operazione possa dirsi totalmente “compensata” dal fondo svalutazione crediti, comunque già contemplato nel piano), lasciando nel contempo inalterato l’ammontare del disavanzo di amministrazione da “riassorbire” nel decennio, saldo la cui attendibilità risulta conseguentemente inficiata in maniera pervasiva: si tratta infatti di omesso stralcio di residui attivi, già definiti nel piano di dubbia esigibilità, per un importo pari ad oltre un terzo del complessivo disavanzo di amministrazione formalizzato.
Le difficoltà dell’Ente di realizzare le entrate hanno prodotto quale inevitabile conseguenza la difficoltà di procedere al pagamento dei debiti, con conseguente accumulo di consistenti residui passivi’’, che tradotto significa che al 31 dicembre 2012 rimangono da pagare complessivi euro 694.375.053,12 (inclusi i residui del titolo IV), provenienti per euro 196.272.344,71 dall’esercizio 2007 e precedenti’’.
(cla.lab.)




