Una battaglia “di programmazione” che la Cisl sostiene da tempo e che passa anche attraverso la riqualificazione delle Ipab, in regime di convenzione con i Comuni per l’utilizzo degli immobili e del personale. E’ la proposta ribadita dal sindacato anche nel corso dell’incontro di questo pomeriggio a Palazzo Zanca con l’assessore comunale ai Servizi sociali Antonino Mantineo e i sindaci dei comuni del Distretto Socio-Sanitario D26.
Ciò, sostiene la Cisl, in direzione di una razionalizzazione della spesa secondo le indicazioni della spendig review, ma anche per garantire un potenziamento e un adeguamento delle strutture prescelte per essere adibite anche ad asili nido.
Due Ipab del territorio comunale di Messina hanno già dato la disponibilità, con apposite deliberazioni dei rispettivi Consigli di Amministrazione, di immobili e personale per le finalità progettuali finanziate con i fondi PAC.
Così per la Cisl Messina, che già in passato ha evidenziato come le Ipab dispongano di un patrimonio inestimabile e abbandonato, si sfrutterebbero attivamente immobili chiusi e unità di personale non utilizzato per mancanza di servizi e di risorse.
Il sindacato ha posto l’accento sulla necessità di un modo nuovo di programmare l’utilizzo di risorse e offrire servizi con abbattimento dei costi e la riduzione delle liste di attesa, come nel caso dei servizi di asili nido, che potrebbero servire anche paesi limitrofi piuttosto che rimanere sottoutilizzati.
Ma la proposta della Cisl riguarda anche l’implementazione del servizio di Assistenza Domiciliare Integrata, che passa dall’accordo di programma da stipulare con l’Azienda Sanitaria Provinciale per assicurare interventi di Assistenza Domiciliare integrata per anziani non autosufficienti. Un impiego di risorse che potrebbe essere di circa due milioni e mezzo di euro provenienti dal Piano di Azione e Coesione che potrà soddisfare un’utenza over 65 di circa 200/230 anziani.
Per la Cisl, ragionare in termini di programmazione sinergica delle risorse, rappresenterebbe un’inversione di tendenza rispetto all’utilizzo di risorse pubbliche che per troppi anni, anche a Messina, sono stati oggetto di “illogico e improprio spreco e sperpero”.




