Riceviamo e pubblichiamo – E’ accaduto al Centro Sociale “Cartella”, ormai un anno e mezzo fa, poi questa estate è successo alla Chiesa Ortodossa a Sbarre, adesso al Museo dello Strumento Musicale. Accade così a Reggio, che luoghi di aggregazione sociale e culturale, punti di riferimento per la cittadinanza, beni comuni a tutti gli effetti, “prendano fuoco” per motivi che restano ignoti. Tutto ciò è inaccettabile! E’ altrettanto inaccettabile che poi, passata l’ondata di solidarietà, resti la solitudine di strutture inagibili di fronte all’orecchio sordo delle istituzioni, come sta accadendo, da mesi, al Centro Sociale “Cartella”.
Nell’esprimere, come laboratorio politico e culturale Or.Me. Orizzonti Mediterranei, la nostra totale solidarietà ai curatori del Museo dello Strumento Musicale di Reggio, realtà culturale storica della nostra città che ospitava le radici della nostra terra con amore, premura e dedizione, intendiamo affermare un concetto fondamentale: chi intende distruggere aggregazione, condivisione, cultura, storia, tradizioni dovrà trovare davanti a sé un muro di gomma costruito dai cittadini liberi e onesti e, soprattutto, dalle istituzioni preposte che devono tutelare e garantire che tali realtà possano continuare a svolgere il proprio prezioso compito a servizio della collettività.
Reggio rischia di non riuscire a risollevarsi mai più se non vi sarà una reazione forte, da parte di tutti, alla barbarie, alla sopraffazione mafiosa e all’arroganza del fuoco oltre che all’indifferenza e al torpore che, particolarmente in questi mesi, hanno avvolto la città. Saremo in prima linea, come singoli e come rete di persone, per sostenere qualsiasi iniziativa di salvaguardia e rilancio i curatori del Museo dello Strumento Musicale intendano intraprendere.




