
intorno alle 10 si è recato al Palazzo della Provincia di Reggio Calabria, dopo l’incontro della scorsa settimana con la Commissione straordinaria a Palazzo San Giorgio. Ad accoglierlo il Presidente Giuseppe Raffa che, dopo i consueti convenevoli, si è intrattenuto con l’Arcivescovo in un breve colloquio privato. Intanto nell’elegante sala del Palazzo Provinciale, sono giunti diversi assessori, dirigenti e consiglieri provinciali che non hanno voluto perdere l’occasione di incontrare Morosini.
Il Presidente Raffa ha esordito sottolineando la positiva sinergia nata con la Chiesa in favore del territorio provinciale. Ringrazia in tal senso Mons. Morosini per il ruolo di guida morale che lo stesso riveste nei confronti del Consiglio. Svelando anche uno stuzzicante retroscena che vuole la giunta in visita dal Vescovo, in occasione dell’insediamento, improvvisatosi ai fornelli, a quanto pare con buoni risultati.
Il presidente della provincia ha parlato delle tante difficoltà del territorio provinciale, sempre pronto però a dare il meglio di sé nelle situazioni di emergenza, come quella verificatosi ieri con l’arrivo al porto di reggio Calabria di più di 200 migranti, sistemati poi all’interno del Palazzetto dello sport di Pellaro: ‘’Ieri – ha detto Raffa – a Pellaro c’è stata una grandissima espressione di solidarietà. Il nostro territorio si è sempre distinto per la sua accoglienza, un terreno, questo, su cui però nessuno può tirarsi più indietro’’
Raffa ha anche ripreso le fila del discorso iniziato con l’istituzione del Tavolo del Lavoro la cui guida morale è stata affidata proprio a Morosini. ‘’Sto muovendo i primi passi in questa Diocesi – ha detto l’arcivescovo – mettendomi in ascolto delle parrocchie e del territorio. Ho detto facendo ingresso a Brancaleone, che saltavo da un treno (quello della diocesi di Locri Gerace, ndr) ad un altro già in corsa, impegnandomi a continuare quel cammino’’. Il vescovo è convinto che in tema di lavoro va mandato dalla Calabria un messaggio ben preciso: Bisogna avvicinarsi ad esso con un approccio diverso, nuovo. Lo sviluppo, se non è uno sviluppo che il territorio può sostenere, non è più accettabile’’.
L’impegno che assume Morosini nel suo settennato, al termine del quale raggiungendo i 75 anni andrà in pensione, è quello di incanalare Reggio sul binario della formazione delle coscienze: ‘’C’è un’emergenza educativa – ha sottolineato – e il problema la Chiesa non lo può affrontare guardando dalla finestra, ma coinvolgendosi, anche attraverso gli insegnanti di religione, ai quali ho ripetuto questi concetti: Dobbiamo come Chiesa investire sulla formazione delle coscienze’’. Morosini collega il discorso all’emergenza legalità: ‘’Bisogna capire che il vescovo è qui non per stilare una classifica dei mafiosi, quanto piuttosto per dire cosa si sta sbagliando. Ecco perché – è in sintesi il pensiero del vescovo – ho detto a Napolitano che la ‘ndrangheta non si batte con la repressione ma con la formazione delle coscienze’’.
Prima di congedarsi, consueto scambio di omaggi tra il Presidente Raffa e il vescovo Mons. Morosini.




